Paolo M. Alfieri mercoledì 21 marzo 2018
L’attentato messo a segno nel giorno in cui si celebra il capodanno persiano e a 48 ore dall’arrivo nel Paese del generale americano Dunford
Un poliziotto vicino alla strada in cui è avvenuto l'attentato di stamane a Kabul (Ansa)

Un poliziotto vicino alla strada in cui è avvenuto l’attentato di stamane a Kabul (Ansa)

Sono almeno 25 le persone che hanno perso la vita e altre 18 quelle rimaste ferite in seguito a un attentato kamikaze messo a segno stamane a Kabul contro un gruppo di fedeli sciiti di etnia Hazara. A rendere noto il drammatico bilancio un portavoce del ministero dell’Interno afghano. Secondo quanto riporta l’emittente Tolo News, il bilancio delle vittime rischia però di aggravarsi ulteriormente.

L’attacco è stato sferrato in una zona compresa tra l’università di Kabul e l’ospedale Ali Abad. Il kamikaze è entrato in azione mentre in Afghanistan sono iniziate le celebrazioni per il Nawroz, il capodanno persiano che coincide con il primo giorno di primavera. Stando a quanto dichiarato dal capo della polizia Abdulhamid Chakari, nell’attacco è stata usata un’autobomba.
Secondo il sito di monitoraggio del terrorismo Site, l’attentato è stato rivendicato dal Daesh. La rivendicazione, diffusa attraverso l’agenzia di stampa Amaq, sostiene che “un attentatore suicida ha attivato l’esplosivo che portava con sé vicino ad una riunione di sciiti che celebravano il Nowruz”.

L’attacco è giunto a due giorni dall’arrivo in Afghanistan del generale americano Joe Dunford, capo degli Stati Maggiori Riuniti, giunto nel Paese per colloqui con gli interlocutori afghani e gli ufficiali Usa e per un incontro con i soldati americani dispiegati nel quadro del recente aumento di truppe. Dunford, che conosce bene la terra afghana per essere stato tra il 2013 e il 2014 a capo della missione Isaf, ha detto di voler “parlare ai consiglieri che lavorano ogni giorno sul campo con gli afghani per trarre alcune conclusioni”. L’obiettivo è fare una valutazione della campagna militare, la più lunga nella storia degli Stati Uniti intervenuti nel Paese nel 2001.

Negli ultimi mesi, come ha evidenziato nei giorni scorsi il Washington Post, si sono intensificati i raid aerei in Afghanistan: da agosto sono state effettuate ogni mese centinaia di operazioni, ben 4.361 in totale nel 2017 rispetto alle 1.337 dell’anno precedente. Intanto continuano gli attacchi dei taleban: allo scorso ottobre, secondo i dati riportati dal quotidiano, il governo di Kabul controllava o aveva influenza sul 56% dei 507 distretti del Paese (rispetto al 72% dell’autunno 2016). Gli insorti ne controllavano il 14% e il restante 30% dei distretti era conteso.

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