Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
16 Novembre 2017

AFRICA/EGITTO – (16 Novembre 2017)

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

AFRICA/EGITTO – Richiesta la pena capitale per l’omicida del sacerdote copto Samaan. ll Gran Mufti dovrà approvare la sentenza

giovedì, 16 novembre 2017 medio oriente   chiese orientali   giustizia   discriminazione   minoranze religiose  
EGITTO
CoptsToday

Il Cairo (Agenzia Fides) – Il Tribunale penale di Cairo Nord ha approvato la sentenza di condanna a morte per Ahmed Said al-Sonbati, il giovane che lo scorso 13 ottobre in una strada periferica della capitale egiziana ha aggredito e ucciso a pugni e coltellate il sacerdote copto Samaan Shehata (vedi Fides 16/10/2017). Mercoledì 15 novembre – riferiscono media egiziani – la documentazione del procedimento giudiziario è stata depositata presso l’ufficio del Gran Mufti d’Egitto, che dovrà confermare la legittimità della sentenza dal punto di vista della dottrina giuridica islamica. Il verdetto finale sarà emesso il prossimo 18 gennaio 2018.
Durante il processo, l’omicida ha confessato di aver premeditato l’omicidio e di aver studiato i movimenti del sacerdote prima di assalirlo e assassinarlo. Padre Samaan è stato aggredito dal suo assassino mentre si trovata in auto insieme a un altro sacerdote. L’omicida lo ha costretto a scendere dall’autovettura e poi si è accanito su di lui con pugni e colpi di coltello risultati letali.
Dopo l’omicidio, alcune versioni rilanciate dai media egiziani avevano presentato l’assassino come una persona mentalmente disturbata. Rappresentanti della Chiesa copta ortodossa, come Anba Stephanos, Vescovo copto ortodosso di Beba, al Fashn e Samasta, avevano confutato con forza tali versioni, che puntavano a presentare l’assassinio come un atto violento commesso da una persona priva di senno. Prima del processo, una perizia medica ha attestato che l’assassino non soffre di nessun disturbo mentale, e che era pienamente cosciente quando ha commesso l’omicidio.
Il sacerdote copto Samaan Shehata, sposato e padre di tre figli, appartenente a una diocesi dell’Alto Egitto, si trovava in trasferta al Cairo per raccogliere fondi a vantaggio dei poveri della sua regione di provenienza. Dopo l’omicidio, il Vescovo copto ortodosso Raphael, Segretario del Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa, ha diffuso un comunicato in cui tra le altre cose deplora il fatto che in precedenza molti criminali e terroristi artefici di violenze contro i cristiani non siano stati colpiti da alcuna pena, mentre alcuni sono stati rilasciati dopo l’arresto. Tale anomalia – aveva sottolineato Anba Raphael – contribuisce a diffondere l’impressione che i crimini commessi contro cittadini cristiani restino spesso impuniti. (GV) (Agenzia Fides 16/11/2017).

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/63238-AFRICA_EGITTO_Richiesta_la_pena_capitale_per_l_omicida_del_sacerdote_copto_Samaan_ll_Gran_Mufti_dovra_approvare_la_sentenza