Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
14 Luglio 2014

AFRICA/SUD SUDAN – ( 14 Luglio )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

AFRICA/SUDAN – Stop alla costruzione di chiese da parte delle autorità di Khartoum

Khartoum (Agenzia Fides) – Il governo sudanese, attraverso il Ministro degli Affari religiosi, Shalil Abdullah, ha annunciato il blocco dei permessi per la costruzione di nuove chiese. La decisione – ha spiegato il Ministro – deriva dal fatto che la comunità cristiana in Sudan si è fortemente ridotta a seguito della secessione del Sud Sudan da dove provengono la maggioranza dei cristiani che vivevano a Khartoum. Dopo l’indipendenza del Sud Sudan, nel luglio 2011, i cittadini originari del sud sono stati costretti a lasciare il Sudan.
La Chiesa cattolica in Sudan ha di recente lamentato le discriminazioni subite dai cristiani che vivono nel Paese. “La situazione giuridica dei cristiani in Sudan è davvero preoccupante” ha affermato, durante una recente visita alla sede centrale di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Sua Ecc. Mons. Eduardo Hiiboro Kussala, Vescovo della diocesi sud-sudanese di Tambura-Yambio.
Una nota inviata all’Agenzia Fides ricorda che “sebbene la costituzione garantisca pari diritti a tutti i sudanesi, senza alcuna distinzione di credo, i cristiani sono considerati e trattati come cittadini di seconda classe”. “I membri del clero non possono ottenere il passaporto, e quando lasciano il Paese non sanno mai se potranno farvi ritorno. Molti sacerdoti sono stati espulsi ed i Vescovi sono costretti al silenzio perché non possono esprimere liberamente le proprie opinioni” ha spiegato Mons. Kussala.
I più vulnerabili sono i fedeli comuni, come è il caso di Meriam Yahia Ibrayim Ishaq, la ragazza condannata a morte per apostasia. “La fede di Meriam era ben nota a tutti – ricorda il Vescovo – ma un giorno, improvvisamente, la ragazza è stata minacciata e poi condannata. Ed il governo non ha agito in alcun modo lasciando che fossero i leader islamici a decidere del futuro della donna”. Meriam è stato poi liberata a seguito delle forti pressioni internazionali, ma è stata costretta a lasciare il Sudan. (L.M.) (Agenzia Fides 14/7/2014)

 

Il testo completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/55608-AFRICA_SUDAN_Stop_alla_costruzione_di_chiese_da_parte_delle_autorita_di_Khartoum