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Federico Peirone

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6 Marzo 2019

ASIA/KYRGYZSTAN – (6 Marzo 2019)

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ASIA/KYRGYZSTAN – Il cammino di una piccola comunità con una fede “eredità dei nonni”

mercoledì, 6 marzo 2019 cristianesimo   evangelizzazione   missionari   missione  
KIRGHIZISTAN

Bishkek (Agenzia Fides) – “La Chiesa cattolica in Kirghizistan è radicata da moltissimo tempo, ma ha subito grandi cambiamenti nel corso della storia: presente nel paese da almeno 150 anni, la comunità cattolica è stata tradizionalmente composta da cittadini tedeschi, polacchi o ucraini. Per decenni queste persone hanno vissuto clandestinamente, sotto le persecuzioni del regime sovietico. Nonostante questo, la fede è sopravvissuta”. E’ quanto racconta all’Agenzia Fides p. Anthony Corcoran, gesuita texano, Amministratore apostolico del Kirghizistan. “Ricordo che, quando sono arrivato in questo paese, chiedevo alle persone cosa significasse per loro la loro fede. Mi davano risposte diverse, molto semplici. Sapevano le cose essenziali di Gesù, che era nato povero, che aveva fatto miracoli. Erano molto legati al segno della croce. Quasi tutti mi hanno risposto che essere cattolici rappresentava un legame con la propria famiglia, con la fede dei propri nonni, ma quasi nessuno di loro aveva mai visto un sacerdote. A queste persone, oggi, cerchiamo di garantire un accompagnamento spirituale, pastorale e sacramentale”, spiega il gesuita.
L’eredità di una “fede consegnata dai nonni” ha dovuto fare i conti con il grande fenomeno migratorio, conseguente alla caduta del regime sovietico. Rileva p. Corcoran: “Tra il 1990 e il 2000 moltissimi cattolici sono andati via. Sono rimasti i loro nipoti: al momento pensiamo di avere tra i 600 e i 1.500 cattolici sparsi nel paese. Visto il numero esiguo dei fedeli, probabilmente la maggior parte della gente kirghisa non conosce la Chiesa cattolica. Molti la collegano ai deportati della Germania, e ci chiamano ‘Chiesa tedesca’. Ma chi ci conosce ha molto rispetto, perché ci collega alle opere di misericordia: anni fa, durante la guerra civile, i cattolici hanno aiutato le persone a prescindere dalla propria etnia, quindi sono visti come coloro che aiutano il prossimo indipendentemente dal credo di appartenenza”.
Oggi il Kirghizistan è un piccolo paese con una popolazione di quasi 6 milioni di abitanti: “Di questi, l’87-90% della popolazione si considera musulmana. Gli ortodossi rappresentano l’8-11% del totale, e le altre confessioni cristiane sono una piccolissima minoranza. Nonostante questo, lavoriamo liberamente, perché c’è molta tolleranza religiosa. Ovviamente tutto dipende dalla mentalità delle persone: alcune sono più aperte all’accoglienza, altre meno. Un evento che ha molto impressionato questa parte di mondo è stato il viaggio del Papa negli Emirati Arabi, perché ha avuto risonanza mediatica ed è stato considerato come un segno di grande rispetto da parte della Chiesa verso l’islam”.
In Kirghizistan vi sono attualmente tre parrocchie nelle città di Bishkek, Jalal-Abad e Talas, ma molte piccole comunità sono distribuite nelle zone rurali del paese. I cattolici del posto possono contare sull’assistenza spirituale di sette sacerdoti, un religioso e cinque suore francescane. (LF) (Agenzia Fides 6/3/2019)

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/65674-ASIA_KYRGYZSTAN_Il_cammino_di_una_piccola_comunita_con_una_fede_eredita_dei_nonni