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Federico Peirone

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4 Settembre 2019

ASIA/LIBANO – (4 Settembre 2019)

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ASIA/LIBANO – Conferenza delle scuole cattoliche: approcci diversi davanti alla crisi degli istituti scolastici non statali

mercoledì, 4 settembre 2019 medio oriente   chiese orientali   scuola   giovani   studenti

LIBANO

lasalle.po.org

Beirut (Agenzia Fides) – Alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico, per il terzo anno consecutivo le scuole cattoliche mettono al centro della loro Conferenza annuale la situazione di grave crisi economica di molti istituti scolastici privati, provocata anche dalla legge con cui nell’estate 2017 il governo di allora ha disposto le nuove “griglie salariali” per i lavoratori del settore pubblico, comprendente anche il comparto scolastico. Ma per la prima volta, negli interventi dei relatori più autorevoli, si percepiscono accenti e prospettive differenti riguardo al modo di affrontare la crisi.
Il 26esimo incontro annuale, organizzato dal Segretariato delle scuole cattoliche in Libano, ha preso il via martedì 3 settembre presso il Collegio Nostra Signora di Louaizé, a Zouk Mosbeh, 12 km a nord di Beirut. Quest’anno la Conferenza ha come titolo la formula “educare insieme”. Fin dai primi interventi, l’attenzione è tornata a concentrarsi sugli enormi problemi si sostenibilità e di sopravvivenza affrontati da molti istituti scolastici cattolici minori, soprattutto nelle aree meno prospere del Paese, a causa anche delle disposizioni legislative del 2017 sulle griglie salariali e sul conseguente aumento degli stipendi dovuti al personale docente e non docente delle scuole private.
Nel suo intervento, il Patriarca maronita Bechara Boutros Rai ha reiterato la richiesta – rivolta al governo e alle istituzioni nazionali – di “assumersi le proprie responsabilità”. Il Patriarca ha anche accusato i politici libanesi di aver riempito “le proprie tasche” con le risorse pubbliche che adesso sarebbero necessarie per sostenere il sistema scolastico in crisi.
In Libano le scuole cattoliche, con quasi 200mila studenti, finora hanno scelto in larga misura di non applicare la legge sulle griglie salariali, che potrebbe compromettere la loro stessa esistenza. Durante la Conferenza, è riaffiorata la richiesta di congelare per tre anni la legge promulgata nel 2017, viste anche le difficoltà affrontate dalla stessa Amministrazione pubblica statale nel reperire le risorse necessarie per adeguare i salari dei propri dipendenti alle nuove disposizioni legislative. Nel contempo, nella Conferenza non sono risuonate solo rivendicazioni, proteste e accuse rivolte ai politici. In alcuni interventi non sono mancati accenti autocritici e richieste di rivedere le dinamiche interne dell’intera rete degli istituti scolastici cattolici, incentivando forme di collaborazione e di aiuto tra le scuole che godono di buona salute dal punto di vista finanziario e quelle che svolgono la loro opera educativa anche tra le fasce economicamente più deboli della popolazione.
Il Segretario Generale delle Scuole cattoliche, padre Boutros Azar, ha insistito sull’urgenza di “rafforzare il partenariato tra istituzioni educative private in tutto il Paese”. Mentre padre Charbel Batour, rettore del collegio Notre-Dame de Jamhour, ha indicato come urgente un processo di “ristrutturazione” complessiva dello stesso Segretariato generale delle scuole cattoliche, per cercare soluzioni ai problemi inediti posti dall’evoluzione del contesto socio-economico libanese. Tra le altre cose, è stata proposta anche l’istituzione di un “fondo nazionale” autogestito delle scuole cristiane, da utilizzare per sostenere l’opera educativa degli istituti scolastici in difficoltà, visto che “non possiamo più fare affidamento sullo Stato”. (GV) (Agenzia Fides 4/9/2019).

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/66566-ASIA_LIBANO_Conferenza_delle_scuole_cattoliche_approcci_diversi_davanti_alla_crisi_degli_istituti_scolastici_non_statali