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Federico Peirone

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26 Febbraio 2018

ASIA/PAKISTAN – (26 Febbraio 2018)

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ASIA/PAKISTAN – Un cristiano in fin di vita per le violenze della polizia

lunedì, 26 febbraio 2018 diritti umani   minoranze religiose   libertà religiosa   politica   discriminazione   violenza   giustizia  
PAKISTAN

SK
Cristiani in piazza in Pakistan

Lahore (Agenzia Fides) – C’è sdegno, preoccupazione e protesta nella comunità cristiana in Pakistan dopo il trattamento riservato dagli agenti della Federal Investigation Agency (FIA) sul 24enne cristiano Sajid Masih, nel corso delle indagini relative al caso di blasfemia che nei giorni scorsi ha coinvolto suo cugino, il 17enne Patras Masih. Patras Masih, giovane cristiano di Shahadra, sobborgo di Lahore, è stato accusato di aver commesso blasfemia con un post blasfemo su Facebook (vedi Fides 20/2/2018). Secondo quanto appreso dall’Agenzia Fides, Patras Masih è stato consegnato alla FIA per essere interrogato. La polizia ha convocato anche suo cugino Sajid Masih nel suo quartier generale. Durante l’interrogatorio la polizia ha riferito che Sajid Masih, nel tentativo di evadere, è saltato fuori dal quarto piano dell’edificio e ora è in gravi condizioni in ospedale, in terapia intensiva.
Sajid Masih dall’ospedale ha spiegato la sua versione, dichiarando che alcuni funzionari di polizia lo hanno malmenato e hanno cercato di forzarlo ad avere un rapporto sessuale con suo cugino Patras. Per evitare questa tortura e quest’atto di infamia, Sajid ha scelto di saltare fuori dalla finestra.
Come appreso da Fides, il ministro cristiano Kamran Micheal ha preso atto dell’incidente e ha contattato il direttore generale della FIA, Bashir Memon, chiedendo un’indagine adeguata in merito. La direzione ha assicurato un’inchiesta trasparente e ha promesso di portare i colpevoli sul banco degli imputati. Inoltre una scorta è stata assegnata a Sajid per evitare ritorsioni ai suoi danni.
In un messaggio inviato all’Agenzia Fides, Michelle Chaudhry, laica cattolica e presidente della “Cecil & Iris Chaudhry Foundation” (CICF) di Lahore, esprime rabbia e costernazione: “Siamo indignati e inorriditi per il comportamento dei funzionari della FIA. Chiediamo una indagine seria che accerti le responsabilità. Questa brutalità della polizia è inaccettabile. Il governo e la polizia devono proteggere la vita e la dignità di ogni singolo pakistano”.
Un appello al primo Ministro del Punjab è stato rivolto da Adan Farhaj, cristiano pakistano, membro della “Pakistan Minority Rights Organization” nel Regno Unito: “Urge intervenire – rileva a Fides – contro questa ingiustizia commessa da criminali che hanno ferocemente disonorato i nostri confratelli in Pakistan. Nella società pakistana si insegnano ogni giorno odio e discriminazione verso la comunità cristiana. Chiediamo al governo pakistano di tutelare la giustizia e salvaguardare i diritti delle minoranze religiose, specialmente dei cristiani che subiscono violenze. La libertà è un diritto di tutti e va tutelato”. (PA) (Agenzia Fides 26/2/2018)

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/63814-ASIA_PAKISTAN_Un_cristiano_in_fin_di_vita_per_le_violenze_della_polizia