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Federico Peirone

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28 Gennaio 2019

ASIA/PAKISTAN – (28 Gennaio 2019)

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ASIA/PAKISTAN – Il caso di Asia Bibi verso la definitiva conclusione

lunedì, 28 gennaio 2019 blasfemia   asia bibi   minoranze religiose   islam  
PAKISTAN

Islamabad (Agenzia Fides) – La Corte Suprema (SC) del Pakistan esaminerà l’istanza di revisione del verdetto, presentata contro la sentenza di assoluzione di Asia Bibi, la mattina del 29 gennaio. Il presidente della Corte, il giudice Asif Saeed Khosa, presiede un collegio di tre magistrati (con lui i giudici Qazi Faez Isa e Mazhar Alam Khan Miankhel) che esamineranno l’istanza che chiede di capovolgere il verdetto favorevole alla donna cristiana condannata a morte per blasfemia nel 2010. Asia Bibi è stata assolta il 31 ottobre 2018 per ordine della Corte Suprema del Pakistan. Una settimana dopo, è stata rilasciata dal carcere di Multan e trasferita in una località segreta nei pressi di Islamabad, capitale del Pakistan, insieme al marito Ashiq Masih, dove vive misure di sicurezza e protezione.
L’annuncio della sua assoluzione ha generato una protesta violenta in tutto il paese, organizzata dal gruppo militante islamico “Tehreek-e-Labaik Pakistan” (TLP). I tre giorni di proteste si sono conclusi grazia a un accordo con il governo del Pakistan, che prevedeva di iniziare il processo legale di revisione della sentenza.
Dopo l’annuncio della Corte Suprema, infatti, il religioso musulmano Qari Salaam – che firmò la denuncia contro Asia per blasfemia – ha presentato il ricorso per la revisione della sentenza, chiedendo di inserire il nome di Asia Bibi nella Lista di controllo dell’uscita (Exit Control List), per impedirne l’espatrio. Nella petizione presentata da Qari Salaam si afferma che l’assoluzione di Asia Bibi non rispetta gli standard di giurisprudenza nonché le disposizioni islamiche e il “normale corso della giustizia con riferimento all’applicazione nelle leggi sulla blasfemia”.
Il ricorso inoltre sollecita la Corte Suprema del Pakistan a consultare un membro di una Corte Islamica in sede di revisione del giudizio, poiché tale questione richiede dettagli approfonditi in base all’applicazione dell’articolo 295-C del Codice Penale, quello che punisce il vilipendio al Profeta Maometto.
P. Bonnie Mendes, esperto di diritti umani, dichiara all’Agenzia Fides: “L’istanza di revisione del verdetto è prevista dall’ordinamento. Dobbiamo aspettare e vedere la decisione della Corte Suprema. Preghiamo per un verdetto favorevole a questa donna innocente”.
“Apprezziamo il comportamento della Corte Suprema. Speriamo che la magistratura segua e tuteli lo stato di diritto e che la decisione sarà presa secondo la legge, senza cedere a minacce o ricatti”, dice a Fides il cristiano Sabir Michael, attivista per i diritti umani e delle minoranze. E aggiunge: “Questo caso è anche un banco di prova per la magistratura, per il governo e per le minoranze che vivono in Pakistan. Aspettiamo di capire come il governo gestisce le pressioni e gli attacchi di gruppi militanti e come saprà proteggere i suoi cittadini, per assicurare alle minoranze religiose un livello adeguato di sicurezza e benessere”.
“Asia Bibi è stata dichiarata innocente dopo quasi 9 anni di carcere: speriamo che questo ultimo appello contro di lei venga respinto e che Asia Bibi sia definitivamente liberata”, conclude Michaela. L’avvocato di Asia Bibi, il musulmano Saiful Malook, è rientrato in Pakistan per sostenere ancora una volta la donna nella sua battaglia legale. (AG) (Agenzia Fides 28/1/2019)

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/65458-ASIA_PAKISTAN_Il_caso_di_Asia_Bibi_verso_la_definitiva_conclusione