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Federico Peirone

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30 Ottobre 2020

ASIA/PAKISTAN – (30 Ottobre 2020)

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ASIA/PAKISTAN – La Commissione Giustizia e Pace: vivere come minoranza religiosa sta diventando estremamente difficile

venerdì, 30 ottobre 2020 minoranze religiose   diritti umani   discriminazione  
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Karachi (Agenzia Fides) – È un peccato che l’intolleranza religiosa in Pakistan sia in forte aumento. La conversione forzata è diventata uno strumento importante per la persecuzione di cristiani e indù in Pakistan. Questa preoccupazione è stata espressa dalla Commissione nazionale per la Giustizia e la Pace (NCJP), dopo il recente caso di rapimento, conversione forzata e matrimonio della 13enne Arzoo a Karachi (vedi Fides 21/10,22/10,24/10,29/10/2020) .
Secondo i documenti della Chiesa e del governo ufficiale (NADRA), Arzoo ha 13 anni ed è una studentessa del 6° grado. Il suo rapitore l’ha costretta a sposarlo e convertirsi all’Islam. I genitori di Arzoo hanno contestato la validità del matrimonio e hanno fatto appello all’Alta Corte del Sindh Karachi per la restituzione della figlia. Il 27 ottobre 2020 il rapitore insieme ai suoi sostenitori ha presentato una petizione all’Alta Corte. L’ordinanza del tribunale emessa dall’Alta Corte del Sindh Karachi, a sostegno del rapitore, affermava che Arzoo Raja ha accettato l’Islam e sposato volontariamente Ali Azhar. La Corte ha inoltre ordinato che per questo caso non vengano effettuati arresti.
La Commissione nazionale per la Giustizia e la Pace (NCJP) condanna fermamente questo atto di ingiustizia. In una dichiarazione congiunta, inviata all’Agenzia Fides, l’Arcivescovo Joseph Arshad, Presidente della NCJP, e il rev. P. Emmanuel Yousaf (Mani), Direttore nazionale della NCJP, affermano: “Purtroppo la società pakistana è diventata sempre più intollerante, e vivere come minoranza religiosa sta diventando estremamente difficile. Il caso di Arzoo è stato segnalato, mentre ci sono molti di questi incidenti che non vengono denunciati. La famiglia di Arzoo ha presentato il suo certificato di nascita governativo che dimostra che ha 13 anni e che il matrimonio con Azhar viola il Sindh Child Marriage Restraint Act”. L’NCJP chiede che il governo prenda seriamente in considerazione questo incidente che ha irritato e sconvolto l’intera comunità cristiana in Pakistan.
L’Arcivescovo Joseph Arshad, Vescovo di Islamabad/Rawalpindi, Presidente della Conferenza Episcopale del Pakistan e Presidente della NCJP afferma che “le conversioni forzate sono troppo facilmente e troppo spesso mascherate da conversioni volontarie, lasciando le ragazze minorenni particolarmente vulnerabili”. Ha chiesto al governo di garantire che la giustizia sia assicurata nel caso di Arzoo e che tali incidenti cessino.”È responsabilità dello Stato legiferare per proteggere i suoi cittadini, in particolare le minorenni” ha affermato.
Fr. Emmanuel Yousaf (Mani), Direttore nazionale dell’NCJP, ha dichiarato: “” La brutta realtà delle conversioni forzate è che non sono viste come un crimine, tanto meno come un problema che dovrebbe riguardare la maggioranza in Pakistan. Non possiamo permettere che le nostre bambine e le nostre ragazze vengano portate lontano da noi, convertite con la forza e sposate. Un disegno di legge contro le conversioni forzate è stato introdotto nel 2016 nell’Assemblea provinciale del Sindh ma non è stato ancora approvato. Il governo deve lavorare per salvaguardare i diritti delle minoranze religiose in Pakistan come sancito dalla nostra costituzione” conclude. (SL) (Agenzia Fides 30/10/2020)

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/68935-ASIA_PAKISTAN_La_Commissione_Giustizia_e_Pace_vivere_come_minoranza_religiosa_sta_diventando_estremamente_difficile