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Federico Peirone

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26 Luglio 2012

ASIA/SIRIA – (26 Luglio )

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ASIA/SIRIA – L’Arcivescovo greco-cattolico di Aleppo: “L’Occidente sostenga il dialogo fra le parti”

 

Aleppo (Agenzia Fides) – “L’Occidente, se vuole rendere un buon servizio alla popolazione siriana, sostenga e faccia pressioni per il dialogo fra le parti”: lo dice all’Agenzia Fides S. Ecc. Jean-Clément Jeanbart, Arcivescovo Metropolita di Aleppo per i Greco-cattolici, a conclusione di un breve vertice con gli altri Vescovi cattolici, tenutosi oggi nel suo Arcivescovado. L’assemblea ha deciso di convocare un nuovo incontro ecumenico, con tutti i Vescovi e capi cristiani di tutte le confessioni (cattolici, ortodossi, protestanti), sabato prossimo 28 luglio. “Pregheremo insieme per la pace in Siria e affronteremo le questioni urgenti come la tutela dei cristiani e l’aiuto umanitario a tutta la popolazione che soffre”, spiega l’Arcivescovo.
“Ad Aleppo – racconta – la situazione è molto tesa, ma per i cristiani attualmente non vi sono problemi. Vi sono timori che la situazione possa peggiorare e che i militanti possano penetrare nei quartieri cristiani, ma finora non è accaduto”.
L’Arcivescovo esprime un auspicio: “L’Occidente faccia il massimo per promuovere il dialogo fra le parti, spinga le due parti verso la pace e non sostenga i gruppi armati, fra i quali vi sono i fondamentalisti. Non è fornendo armi che in Siria arriverà la democrazia. Chiediamo di sostenere il piano di Kofi Annan e fare il possibile perché si trovi una soluzione pacifica”.
“Se l’Occidente prende seriamente la questione e aiuta il dialogo – prosegue Mons. Jeanbart – questo sarà realmente un buon servizio al popolo siriano. Si deve riconoscere che la nazione è divisa nel sostegno alle due parti, e che nessuna ha la maggioranza assoluta: dunque la soluzione è il dialogo. Se ci sarà buona volontà e sostegno internazionale in questa direzione, la situazione potrà migliorare, perché la violenza non porta a nulla”.
Il Metropolita conclude: “Fra i cristiani siriani circola la paura di perdere quanto hanno ottenuto negli ultimi 70 anni: un cultura non confessionale, un pluralismo che è un bene molto prezioso. Vogliamo vivere nel nostro paese, con pieni diritti e doveri. Abbiamo timore che, se verrà un governo fondamentalista o una teocrazia islamica, perderemo la libertà di testimoniare la nostra fede, la libertà religiosa e la libertà di espressione, indispensabile per essere cittadini di una nazione che garantisce i diritti di tutti”. (PA) (Agenzia Fides 26/7/2012)

Il testo completo si trova su:

 http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=39609