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Federico Peirone

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10 Marzo 2016

BANGLADESH – ( 10 Marzo 2016 )

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Bangladesh: forse l’Islam non sarà più religione di Stato

Fedeli musulmani del Bangladesh - EPA

Fedeli musulmani del Bangladesh – EPA

In Bangladesh, la Corte Suprema sta valutando la possibilità di eliminare dalla Costituzione l’ottavo emendamento che definisce l’Islam “religione di Stato”, tornando così ad essere uno Stato laico. Una decisione non semplice da prendere in un Paese al 90% di fede musulmana e dove continuano le violenze contro le minoranze religiose ad opera dei fondamentalisti islamici. Stefano Pesce ha intervistato padre Bernardo Cervellera, direttore di Asia News:

R. – La Corte Suprema del Bangladesh sta decidendo una cosa importantissima: sta valutando di togliere l’Islam come religione di Stato. Questa terminologia – che l’Islam è la religione di Stato – non era presente nella Costituzione del Bangladesh del 1971. E invece è stata poi messa dentro da due generali, Ziaur Rahman e il generale Ershad, che hanno cercato di dare attraverso l’Islam compattezza alla nazione. In realtà, si sta manifestando il contrario: questo fatto di avere l’Islam come religione di Stato sta creando molta più violenza nel Paese.

D. – Possiamo vederla come una reazione dello Stato del Bangladesh alle violenze dei mesi scorsi ad opera dei fondamentalisti islamici? Ricordiamo l’uccisione a settembre del cooperante, Cesare Tavella, e il tentativo di assassinare il sacerdote, Pietro Parolari, lo scorso ottobre…

R. – Sì, certo, c’è una crescita di fondamentalismo islamico. Teniamo presente che il rendere l’Islam religione di Stato è stato fatto su pressione dell’Arabia Saudita, una grande donatrice di fondi al Bangladesh che è un Paese poverissimo. E trasportare, portare lì, anche tanti predicatori di tipo wahabita: tutto ciò naturalmente fa crescere il fondamentalismo, che crea violenze verso i cooperatori, verso i sacerdoti, ma anche verso tante persone hindu o i cosiddetti “atei”, che non si riconoscono nell’Islam. Molti giovani blogger, per esempio, che si dichiaravano atei proprio in contrasto con l’Islam, la religione di Stato, sono stati massacrati, tagliati a fette con il macete…una cosa terribile!

D. – Però c’è un fatto: il 90 per cento della popolazione è di fede islamica. Come potrebbe essere presa questa decisione?

R. – Per adesso è in discussione; il fatto già che si stia discutendo è una cosa importantissima. Penso che in Bangladesh è un Islam per lo più molto moderato, che ha vissuto per secoli con l’induismo e con i cristiani: quindi non è fondamentalista. Si può sperare che una società civile di Islam moderato possa fare pressione. Il grosso problema trovo che sia l’uso politico che in Bangladesh si fa dell’Islam: attualmente tutto questo sta avvenendo perché è al potere l’Awami League, che è il partito laico del Bangladesh; ma c’è il partito nazionalista, che appunto, per riuscire a vincere le elezioni e a far pressioni nella società, sfrutta tantissimo anche il fondamentalismo islamico. Quindi il problema – la cosa fondamentale – è trovare una riconciliazione tra questi due partiti.

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2016/03/10/corte_suprema_bangladesh_valuta_se_mantenere_islam_religione/1214401