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Federico Peirone

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21 Dicembre 2016

BERLINO – (21 Dicembre 2016)

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Strage. Attentato di Berlino, ricercato un giovane tunisino. Arrivò in Italia nel 2012


mercoledì 21 dicembre 2016
 
La polizia ha trovato i suoi documenti di espulsione sotto il sedile del camion. L’autista polacco avrebbe lottato sino alla fine.
 
Attentato di Berlino, ricercato un giovane tunisino. Arrivò in Italia nel 2012

Prosegue la caccia all’uomo in Germania e in tutta Europa, dopo la strage di lunedì sera a Berlino, quando un camion è stato lanciato sulla folla in un mercatino di Natale, facendo almeno 12 morti e 48 feriti. Tra i dispersi figura anche una giovane italiana, Fabrizia Di Lorenzo, 31enne di Sulmona, il cui cellulare è stato ritrovato sul luogo dell’attacco.

La rivendicazione del Daesh. Rilasciato il pachistano
L’attentato è stato rivendicato dai jihadisti del gruppo dello Stato islamico attraverso l’agenzia Amaq. Il richiedente asilo pachistano che era stato arrestato dopo la strage perché sospettato di esserne l’autore, è stato rilasciato dalle autorità tedesche. “I test forensi eseguiti finora non hanno fornito indicazioni sulla presenza dell’accusato nell’abitacolo del camion durante l’attacco”, ha reso noto la procura.

La polizia tedesca cerca un giovane tunisino
Un “tunisino” di 21 anni viene ricercato dalla polizia “in relazione all’attentato” di Berlino: lo scrive su Twitter Holger Schmidt, l’esperto di terrorismo del primo canale pubblico Ard, citando fonti di polizia. Notizia ripresa poi da alcuni quotidiani. Secondo Der Spiegel online la polizia sta cercando un tunisino di 24 anni, Anis A. Il sito precisa come “sotto il sedile del guidatore” del Tir “gli inquirenti hanno trovato un documento di espulsione” emesso per “un un cittadino tunisino di nome Anis A., nato nel 1992
nella città di Tataouine”. Il sospetto comunque “sarebbe noto anche con due altri nomi”.

Polizia prepara operazione nell’ovest della Germania
Secondo la polizia è possibile che “ci sia un’azione” in Nordreno-Vestfalia, nell’ovest della Germania, “per catturare la persona ricercata” nei confronti della quale è stato emesso un ordine di cattura internazionale. Era arrivato in Italia nel 2012 Anis A. (Amir secondo alcune fonti), il tunisino ricercato dalla polizia perché sospettato di essere l’autista del tir dell’attentato a Berlino. Lo riporta il sito della Sueddeutsche Zeitung citando fonti delle autorità. Nel luglio 2015 Anis A. aveva poi raggiunto la Germania e dall’aprile 2016 risulta “tollerato”, aggiunge il quotidiano. Il tunisino era stato poi “fermato dalla polizia nello scorso agosto con un falso documento d’identità italiano a Friedrichshafen”, località sul lago di Costanza, al confine con la Svizzera.

L’attentatore forse non era solo
L’autore della strage dunque resta ancora in fuga. “Una o più persone”, “con un’arma”, probabilmente quella usata per uccidere il pilota polacco del camion, ha precisato il capo della polizia di Berlino Klaus Kandt, non escludendo dunque la possibilità della presenza di un commando. Quanto alle vittime, sei sono state identificate come cittadini tedeschi. Dei 48 feriti, 14 stanno lottando tra la vita e la morte, secondo il ministero dell’Interno.

L’autista polacco ha cercato di evitare la strage
L’autista polacco del tir che ha seminato morte lunedì sera in un mercato di Natale a Berlino non è stato ucciso subito ma ha provato a evitare la strage scatenando una lotta nella cabina. Lo rivela la Bild citando fonti investigative e aggiungendo che sul suo corpo sono state riscontrate ferite da taglio. Il 37enne polacco secondo gli investigatori è stato colpito ripetutamente con un coltello, prima di essere ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa quando il veicolo era già fermo.

Massima allerta a Berlino, accuse a Merkel dalla destra

Intanto, questa mattina, l’allerta in città resta alta e le misure di sicurezza sono state rafforzate. Così come, con il passare delle ore, è aumentata la pressione politica sulla cancelliera Angela Merkel, che ieri ha confermato la sua linea sull’accoglienza dei migranti in Germania. “Questi sono i morti di Merkel!” ha tuonato Pretzell Marcus, uno dei leader del partito della destra populista Alternative per la Germania (AFD),che da sempre tiene una linea dura sulla questione dei migranti. Accuse che il ministro dell’Interno Thomas de Maizière ha definito “odiose” alla Bild.

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