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Federico Peirone

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8 Ottobre 2012

CIPRO – ( 8 Ottobre )

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14:14CIPRO: APPELLO ARCIVESCOVO CHRYSOSTOMOS II PER RISPETTO LIBERTÀ RELIGIOSA NORD DELL’ISOLA

Un appello perché Cipro diventi “un luogo in cui le libertà religiose sono rispettate ed esercitate senza restrizioni”. A lanciarlo nel quadro della presidenza cipriota dell’Unione europea è stato Sua Beatitudine Chrysostomos II, arcivescovo di Cipro, intervenendo al seminario sulla libertà di religione e credo che si è tenuto a Nicosia per iniziativa della Rappresentanza della Chiesa di Cipro presso le istituzioni europee e della Commissione “Chiesa e Società” della Conferenza delle Chiese europee (Kek). “Se la necessità di una costante libertà religiosa a Cipro è per i cittadini europei e per tutti voi una domanda giusta e urgente per la quale i tempi sono maturi – ha detto l’arcivescovo Chrysostomos aprendo il seminario – per noi a Cipro questa domanda è motivo di profondo dolore e di un ardente desiderio. Vi chiediamo, pertanto, di esercitare la vostra influenza in modo che la libertà religiosa diventi una realtà per tutti i cittadini di Cipro, greco-ciprioti e turco-ciprioti”. “Ci duole dover dire che, purtroppo, negli ultimi 38 anni, le libertà religiose nella parte settentrionale dell’isola occupata dai turchi non sono state né rispettate né applicate”. Nel suo intervento l’arcivescovo denuncia le distruzioni e i saccheggi che “sistematicamente” subiscono “i luoghi di culto e i monumenti, le chiese e i monasteri, e tutto ciò che è sacro per noi, compresi i nostri cimiteri”. (segue)

14:15CIPRO: APPELLO ARCIVESCOVO CHRYSOSTOMOS II PER RISPETTO LIBERTÀ RELIGIOSA NORD DELL’ISOLA (2)

“In generale – ha proseguito l’arcivescovo -, stanno tentando di distruggere ogni traccia dell‘esistenza e della presenza di una popolazione cristiana nel nord di Cipro”. “Il problema di Cipro – ha aggiunto poi Chrysostomos – non è mai stato un problema di religione, perché i musulmani turco-ciprioti e i cristiani greco-ciprioti vivevano insieme in pace e armonia. È per questo che abbiamo promosso il dialogo con la leadership religiosa turco-cipriota e continueremo a farlo, per il bene della giustizia e della pace e la comprensione reciproca”. C’è dunque da parte delle leadership religiose pieno consenso e sostegno affinché nella parte settentrionale occupata dell’isola, la libertà di religione sia rispettata ponendo “fine al saccheggio dei nostri luoghi sacri”.