Redazione Esteri giovedì 9 gennaio 2020
“Sono illegali ai sensi del diritto internazionale e rappresentano un grave ostacolo al raggiungimento della soluzione a due Stati”. Lunedì il via libera a circa duemila unità abitative
Proteste a Qalqilya, in Cisgiordania

Proteste a Qalqilya, in Cisgiordania – Reuters

 

“L’Unione Europa ribadisce che tutti gli insediamenti nel territorio palestinese occupato sono illegali ai sensi del diritto internazionale e rappresentano un grave ostacolo al raggiungimento della soluzione a due Stati e una pace giusta, duratura e globale, come ribadito da una risoluzione Onu”. Così il servizio di azione esterna dell’Ue ricordando che il 5-6 gennaio, le “autorità israeliane hanno approvato la costruzione di quasi duemila unità abitative in insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata“. “Israele si conformi pienamente al diritto internazionale”, prosegue. Chiediamo al governo israeliano di conformarsi pienamente al diritto internazionale, di porre fine a tutte le attività di insediamento su terre occupate o contese e alle azioni connesse – prosegue la nota -. La violenza dei coloni sui civili palestinesi e le loro proprietà deve essere fermata e prevenuta. L’Unione Europea ribadisce inoltre che non riconoscerà alcun cambiamento ai confini precedenti al 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, diversi da quelli concordati da entrambe le parti”. L’Unione Europea continuerà a “sostenere la ripresa di un processo significativo verso la soluzione dei due Stati, l’unico modo realistico e praticabile per soddisfare le legittime aspirazioni di entrambi i popoli”.

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