Giampiero Bernardini martedì 10 aprile 2018
Nella Domenica delle Palme dello scorso anno il Daesh attaccò i cristiani a Tanta e ad Alessandria. Ci furono 44 morti e 120 feriti.

La chiesa copta di Tanta, in Egitto, devastata dalle bombe del Daesh (Ansa)

La chiesa copta di Tanta, in Egitto, devastata dalle bombe del Daesh (Ansa)

Il tribunale militare egiziano ha condannato a morte 36 persone, ritenute responsabili del duplice attacco che colpì il 9 aprile 2017, Domenica delle Palme, la chiesa copta di Tanta, a nord del Cairo, e una basilica cristiana ad Alessandria, facendo 44 morti e oltre 120 feriti.
La condanna, senza nulla togliere alla gravità dei fatti relativi, non viene certo accolta dai cristiani con soddisfazione. Ma in questo momento il governo egiziano vuole dare una prova di forza e inflessibilità, per motivi più legati alla politica che alla giustizia. La condanna, tra l’altro arriva proprio nel momento in cui è in corso una conferenza per l’abolizione della pena di morte in Africa, ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Nel continente già 20 Paesi dal 1990 ad oggi hanno abolito l’esecuzione capitale. E l’Egitto risulta il Paese che nel 2016 ha attuato la maggior parte delle condanne con 44 esecuzioni. Segue la Somalia con 14 e la Nigeria con tre.

Fu una Domenica delle Palme di sangue e di morte in Egitto quella del 9 aprile 2017. I kamikaze del Daesh, che rivendicò l’attacco, fecero una strage di cristiani copti in due chiese: a Tanta, a nord del Cairo, e ad Alessandria, lasciando sul terreno 44 morti e 118 feriti. Un massacro che fece piombare l’Egitto militarizzato del presidente Abdel Fattah al-Sisi nell’incubo terrorismo del Califfato nero a tre settimane dalla visita del Papa e in una giornata fortemente simbolica per tutto il mondo cristiano. A Tanta venne colpita la chiesa di San Giorgio, gremita di fedeli per il rito che apre la Settimana Santa. L’esplosione avvenne tra le prime file dei banchi, mentre il coro cantava.

Papa Francesco, domenica mattina in piazza San Pietro a conclusione del rito della Domenica delle Palme, informato della strage, chiese ai fedeli una preghiera “per le vittime dell’attentato compiuto al Cairo in una chiesa copta. Al mio caro fratello, papa Teodoro II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e i feriti e sono vicino ai famigliari e all’intera comunità. Possa il Signore convertire i cuori di chi semina terrore, violenza e morte”.

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