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Federico Peirone

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11 Febbraio 2012

EGITTO – ( 11 Febbraio )

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Egitto. Continua la protesta a un anno dalla caduta di Mubarak. Il portavoce cattolico: cristiani a rischio

In Egitto, continuano le manifestazioni per chiedere le dimissioni della giunta militare che governa il Paese. Numerose organizzazioni di attivisti hanno promosso per oggi, primo anniversario della caduta di Hosni Mubarak, uno sciopero generale. Un invito a disertare le manifestazioni è però venuto dai fratelli Musulmani, movimento che detiene la maggioranza dei seggi parlamentari, dalle autorità religiose sunnite dell’università di Al Azhar e dal patriarca copto ortodosso Shenouda III. Ma come guardano i cattolici d’Egitto a queste nuove mobilitazioni popolari? Davide Maggiore lo ha chiesto a padre Rafic Greiche, che della Chiesa cattolica egiziana è il portavoce:RealAudioMP3 

R. – Well, we look to this movement with concern …
Guardiamo a questo movimento con preoccupazione, ma non chiediamo alla nostra gente – e in particolare ai giovani – di non scioperare. Vogliamo lasciare alla gente la libertà di pensiero, la libertà politica per discernere da soli ciò che bisogna fare, lasciamo ciascuno libero di pensare ciò che vuole fare. Se vuole manifestare il suo punto di vista, è un suo diritto: e noi rispettiamo questo diritto.

D. – Abbiamo avuto notizia in questi mesi, di molti cristiani egiziani che hanno lasciato il Paese: crede che ciò continuerà anche nei prossimi mesi?

R. – If we don’t have a quick stability it will continue …
Se non riusciremo a raggiungere una stabilità in tempi rapidi, continuerà… Molti cristiani – e anche alcuni musulmani – stanno lasciando il Paese: vogliono emigrare in Occidente per avere sicurezza e stabilità … Noi non vogliamo che tutti i cristiani vadano all’estero, noi vogliamo che i cristiani d’Oriente stiano nel loro Paese, nella loro terra, la terra nella quale hanno vissuto i profeti e Gesù Cristo …

D. – Allo stato attuale, vede dei rischi per le minoranze religiose nel suo Paese?

R. – Yes there is a very big risk …
Sì, c’è un rischio molto grande. In Parlamento ora ci sono i Fratelli Musulmani, ma più pericolosi di loro sono i Salafiti, che vogliono applicare la legge della sharia così com’è, senza rispetto né per le minoranze né per le norme cristiane, specialmente per quanto riguarda la famiglia; dovremo assoggettarci alla sharia, e questo è molto pericoloso per noi, in quanto cristiani, in particolate per le nostre famiglie …

D. – Un anno dopo, si può dire che la rivoluzione egiziana è arrivata alla fine?

R. – No, the revolution will continue …
No, la rivoluzione continuerà perché i giovani vogliono che la rivoluzione continui finché non saranno soddisfatte le loro richieste: finora, riguardo a molte di queste non è stato così. Di nuovo c’è solo che Mubarak ci ha lasciato, abbiamo ancora il Consiglio militare, non c’è ancora libertà, neanche quella di coscienza. Ci sono molte cose che non sono state ancora attuate, e quindi la rivoluzione continuerà finché ciò non sarà avvenuto.

Il testo completo si trova su:

 
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