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Federico Peirone

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15 Febbraio 2012

EGITTO – ( 15 Settembre )

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La decisione, riportata oggi dai media, di anticipare di un mese, a fine maggio, le elezioni presidenziali del post-Mubarak, “potrebbe favorire le correnti islamiche. Stiamo andando verso l’islamizzazione del Paese”. A dichiararlo al SIR è mons. Makarios Tewfik, vescovo di Ismayliah, città sulla riva occidentale del canale di Suez, dove oggi la popolazione è chiamata a votare per il Consiglio della Shura (Camera Alta). “Tutto procede a vantaggio delle correnti islamiche – spiega il vescovo copto – il progetto della Giunta militare continua: prima il voto per le due Camere, poi la formulazione della nuova Costituzione (marzo-aprile) ed infine il voto per le presidenziali (fine maggio) che le correnti laiche volevano, invece, effettuare prima così da garantire i poteri del presidente. Invece è da attendersi che la nuova Costituzione ne limiterà il potere a vantaggio degli islamisti che, usciti vincitori dal voto, potranno inserire riferimenti alla Sharia nella nuova Costituzione. Stiamo andando verso l’islamizzazione del Paese”. Mons. Tewfik, tuttavia, non si dice “particolarmente preoccupato” da questa deriva islamista: “come cristiani siamo convinti che con il dialogo si arriva sempre ad un’intesa e a buone relazioni con gli islamici, in particolare con i Fratelli Musulmani che sono moderati e sono anche la maggioranza. Più difficile sarà, invece, avere contatti e relazioni con i salafiti”.
 
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