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Federico Peirone

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7 Dicembre 2011

EGITTO – (7 Dicembre)

Forte avanzata dei movimenti islamici alle elezioni legislative; il commento di un missionario
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Il Cairo (Agenzia Fides) – “Sono due le sorprese di questa prima tornata elettorale: la percentuale molto alta della vittoria dei Fratelli Musulmani e la forte avanzata dei salafiti” dice all’Agenzia Fides p. Luciano Verdoscia, missionario comboniano che vive ed opera al Cairo, commentando i risultati della prima tornata elettorale per eleggere la Camera Basse del Parlamento egiziano. Il voto, che si è tenuto il 29 novembre e il 5 dicembre al Cairo, ad Alessandria ed in altri centri, ha visto la lista “Libertà e Giustizia”(Fratelli Musulmani) ottenere il 36,62% dei voti e il partito “El-Nour” (salafiti) il 24,36%. A questi si aggiunge il partito “Wasat” (islamici “moderati) che ha ottenuto il 4,27% . Il Blocco Egiziano, una coalizione di 15 partiti liberali, ha ottenuto 13,35%.“Alla vigilia delle elezioni tutti gli osservatori avevano pronosticato la vittoria dei Fratelli Musulmani ma pochi si aspettavano percentuali così alte” spiega p. Luciano. “Per quanto riguarda i salafiti, questi gruppi hanno lavorato molto nei quartieri popolari, riaccogliendo consensi anche tra quei professionisti (medici, avvocati, ingegneri) che, pur istruiti, hanno una cultura monodimensionale, legata all’islam”.
Nel corso del ballottaggio del 5 dicembre sono stati segnalati alcuni scontri tra Fratelli Musulmani e salafiti. P. Luciano evidenzia quali siano, a suo avviso, le differenze tra i due gruppi. “La differenza tra i Fratelli Musulmani e i Salafiti consiste nel fatto che questi ultimi sono legati all’ideologia Wahabita, di origine saudita. Alcuni loro leader hanno rilasciato affermazioni che hanno suscitato sconcerto tra diversi egiziani, come quella che le donne non devono guidare l’automobile. Il partito dei Fratelli Musulmani invece, pur rifacendosi ai valori islamici, ha dichiarato che intende rispettare le libertà di tutti. Occorre però capire che cosa loro intendono per libertà” prosegue il missionario. “Bisogna comprendere infatti che nella società egiziana, alcune problematiche, che in occidente rientrano nella sfera delle libertà individuali, sono invece considerate facenti parti della sfera sociale. Ad esempio la sessualità: in occidente è una questione personale (anche se ha dei risvolti sociali), ma qui, soprattutto la sessualità della donna, è vista come una questione sociale che attiene, ad esempio, all’onore della famiglia, etc…”.
Infine p. Luciano non è d’accordo con coloro che fanno un accostamento tra i partiti occidentali di ispirazione cristiana ed una possibile evoluzione dei partiti islamici in questo senso. “In occidente si è distinto da secoli tra Chiesa e Stato, nell’islam questa distinzione non è ancora avvenuta, anche perché la religione è vista come fortemente connotata alla politica ed alla società”.
Il missionario nota però che le recenti prese di posizione del Grande Imam di Al Azar, che ha detto ai partiti di ispirazione islamica di occuparsi di politica e di lasciare la sfera religiosa a lui, “è comunque interessante, anche perché è stata bene accolta dagli egiziani. Occorrerà vedere quali dinamiche si instaureranno all’interno di questo mondo”. (L.M.) (Agenzia Fides 7/12/2011)

Il testo completo si trova su:

 
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=37922&lan=ita