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Federico Peirone

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9 Novembre 2016

FRANCIA/ISLAM – (9 Novembre 2016)

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FRANCIA – ISLAM

“Io musulmano, sono il primo nemico di Daesh”

Kamel Abderrahmani

Un giovane islamico riflette sulle ramificazioni dello Stato islamico. Intanto i corpi di polizia di Francia e Belgio ritengono che i sanguinosi attacchi di Parigi e Bruxelles siano stati progettati dal 32enne belga-marocchino Oussama Atar, alias Abou Ahmad.“Il mio islam, preferisce la convivenza in un contesto retto dalla pace, la fraternità e la tolleranza”.

 

Parigi (AsiaNews) – Le unità antiterrorismo della polizia francese e belga hanno identificato la mente dei sanguinosi attentati avvenuti a Parigi e a Bruxelles: si tratta del 32enne belga-marocchino Oussama Atar, alias ‘Abou Ahmad’ (v. foto). Malgrado la sua giovane età, Oussama Atar è già noto ai servizi di antiterrorismo belga. Nel 2005 è stato condannato a 10 anni di prigione da un tribunale iracheno per essere entrato illegalmente nel Paese ed è stato detenuto in più prigioni gestite dall’esercito americano. In carcere ha potuto conoscere il futuro “Califfo”. Abu Bakr al-Baghdadi. Durante la detenzione Oussama ha beneficiato di una vasta campagna di sostegno, che reclamava la sua liberazione per motivi sanitari (presunto tumore ai reni). Nel 2012, il governo belga, pressato dalla campagna, ha chiesto alle autorità irachene la scarcerazione di Oussama. Una volta libero, egli  è tornato in Belgio dove è stato arrestato di nuovo nel 2013 per aver tentato di unirsi a un gruppo jihadista. Dopo essere stato scarcerato,  ha raggiunto l’area irachena-siriana dove si è unito ai ranghi dello Stato islamico (Daesh) e ha iniziato a reclutare aspiranti martiri suicidi. Kamel Abderrahmani, un giovane musulmano che vive a Parigi riflette sulle false motivazioni religiose negli attentati ed esprime la sua personale opposizione a un islam ridotto a legalismo e nemico della ragione.

Ad un anno dagli attenti al Bataclan a Parigi, la polizia francese con la sua omologa belga è arrivata a identificare il mandante: si tratta di un certo Oussama Atar, meglio noto come Abou Ahmad. Egli ha lasciato il Belgio a 20 anni per recarsi in Iraq in pieno intervento americano. Al tempo era stato arrestato e  condannato a 10 anni di prigione per aver tentato di riunire i jihadisti siriani. È  sconcertante: come può qualcuno che si dice fedele a Dio, osare commettere tali atrocità in nome della religione? Un gruppo di alienati, di malati mentali hanno assassinato a Parigi 130 innocenti la sera del 13 novembre 2015. Orribile, sono capaci di tutto. In quanto maomettano, io penso che le religioni siano rivelate per spingere avanti l’umanità, aiutarla a evolvere e soprattutto promuovere una convivenza fra tutte le componenti della società umana. In altre parole, le religioni sono sinonimi di pace e non di violenza. Se prendiamo i tre libri rivelati, si evince che la guerra è consigliata solo in caso di legittima difesa. Com’è possibile che dei profeti che sono portatori di messaggi divini, incitino all’odio? Loro stessi hanno subito violenze e perfino persecuzioni. Hanno anche vissuto conflitti, guerre, ma non sono mai stati sviati dal loro scopo, che è stato sempre quello di portare la pace. Gesù dice: “Amate i vostri nemici”. Il Corano dice: “Sta a te costringere le persone ad essere credenti? Tu non sei che un messaggero” Gli esempi in questo senso sono numerosi e presenti in tutti i libri rivelati.

Oggi assistiamo a un fenomeno molto grave, quello di uccidere e offendere gli innocenti in nome di Colui che ha creato la terra e i cieli. Questo fenomeno interpella ogni persona normale a pensare e riflettere. In quanto maomettano, io preferisco parlare dei gruppi terroristici che la nostra religione ha conosciuto, specialmente Daesh. Daesh, dopo aver sterminato una parte dei cristiani iracheni, continua a massacrare i suoi correligionari ed esercita una pressione terribile sui popoli in nome dell’islam. Personalmente, io sono indignato e normalmente ogni credente dev’esserlo. Denunciare questa barbarie commessa in nome della religione è per me un dovere sacro. Io ho avuto la “faccia tosta” di dire che Daesh applica alla lettera la Sharia islamica. Lo confermo. E per questo io sono certo che anche se Daesh sparisse dalla carta, la sua ideologia oscurantista rimarrebbe, perché i suoi germi sono sempre esistiti nella nostra giurisprudenza cosiddetta islamica. Il mio islam, è un islam di pace, un islam della logica e della ragione. Il mio islam, mi incita a meditare il testo coranico, ad analizzarlo. Il mio islam, m’insegna che “non vi è costrizione, in religione”, mi insegna che non bisogna offendere nessuno. Mi insegna anche che devo difendermi quando qualcuno vuole nuocermi, e ad aprire la via della pace quando il mio nemico la cerca. Il mio islam, rimette in questione i testi apocrifi e mi insegna anche che tra me e Dio, non c’è posto per il clero (imam o altro)! Il mio islam, preferisce la convivenza in un contesto retto dalla pace, la fraternità e la tolleranza. Infine, il mio islam è il primo nemico di Daesh, perché ai suoi occhi, io sono un nemico da sconfiggere. 

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.asianews.it/notizie-it/”Io-musulmano,-sono-il-primo-nemico-di-Daesh”-39093.html