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Federico Peirone

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11 Settembre 2013

FRANCIA/SIRIA – ( 11 Settembre )

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LA CRISI / 1
 
Mozione francese all’Onu:Damasco dichiari i gas entro 15 giorni
 
Barack Obama ha chiesto al Congresso di rinviare il voto sull’uso della forza contro la Siria per verificare “i segnali incoraggianti” che arrivano dal fronte diplomatico, ma ha avvertito che gli Stati Uniti devono essere pronti a “reagire” all’attacco chimico perpetrato dal regime. In un discorso in tv alla nazione di 15 minuti, il presidente americano ha sottolineato che è “troppo presto” per dire se il piano russo per il disarmo di Damasco “avrà successo”, anche se ha “il potenziale per annullare la minaccia delle armi chimiche senza l’uso della forza”.

Obama ha però avvertito che Washington non può far finta di nulla dopo l’attacco con i gas nervini del 21 agosto. “Se non reagiamo, Assad continuerà a usare le armi chimiche. E forse altri lo seguiranno”, ha spiegato, “nell’interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti bisogna rispondere, servirà da deterrente. Quando si deve fermare l’uccisione di bambini con i gas gli Stati Uniti hanno il dovere di agire. Oltre che comandante delle forze armate Usa sono anche il presidente della più antica democrazia costituzionale del mondo: ecco perchè ritengo che la cosa migliore è spostare questa discussione in Congresso”, ha affermato il presidente americano.

Obama ha ribadito che un eventuale intervento militare sarà limitato e non sarà come in Iraq o in Afghanistan. “Non schiererò truppe americane in Siria”, ha promesso, “il nostro Paese è stanco delle guerre. Sarà un intervento non a tempo indeterminato e mirato per scoraggiare uso di armi chimiche. L’apparato militare americano colpisce forte. Colpiremo forte, dobbiamo scoraggiare Assad dall’uso di armi chimiche”.

Il segretario di Stato americano, John Kerry, si incontrerà domani a Ginevra con il ministro degli
Esteri russo, Serghei Lavrov, per discutere del piano per mettere sotto controllo le armi chimiche della Siria. La notizia, anticipata dal’Amministrazione Usa, è stata confermata nel suo discorso alla nazione dal presidente Barack Obama. A Ginevra dovrebbe giungere anche il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem. Intanto Mosca ha fatto sapere che, “su iniziativa americana”, Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato Usa, John Kerry, per discutere della situazione in Siria. In un comunicato del ministero degli Esteri russo, Lavrov ha spiegato che è concordato di “proseguire i contatti per realizzare l’iniziativa di porre sotto controllo internazionale le armi chimiche siriane”.

Intanto la Russia ha fatto pervenire al Consiglio di sicurezza dell’Onu le prove in suo possesso dell’uso di armi chimiche da parte dei ribelli in Siria. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Esteri della Duma,
Aleksei Pushkov, durante una sessione plenaria della Camera bassa del Parlamento russo. Dal canto suo, l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton, ha segnalato che le prove già a disposizione
confermano che “solo il regime possiede gli agenti chimici e i mezzi necessari per l’attacco del 21 agosto.” Parlando durante la seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, Ashton ha comunque sottolineato che l’Ue attende ancora il rapporto degli ispettori dell’Onu ed ha auspicato che il loro lavoro “giunga al termine nel più breve tempo possibile.” Ashton ha inoltre ribadito l’importanza di continuare sulla strada del
dialogo sfruttando l’opportunità offerta dal piano russo di consegna delle armi chimiche.  

Nella bozza di documento sulla Siria presentata dalla Francia e ora sul tavolo del Consiglio di sicurezza dell’Onu, si prevedono 15 giorni dall’approvazione della risoluzione Onu perché Damasco fornisca un elenco completo del suo arsenale chimico e biologico, dando localizzazione precisa, tipo e numero delle armi.