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Federico Peirone

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22 Settembre 2017

INDIA – (22 Settembre 2017)

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INDIA

Ranchi, minoranze protesteranno unite contro la legge anti-conversione

 

La manifestazione si terrà domani 23 settembre. Saranno presenti cristiani, musulmani, sikh e alcuni indù. L’obiettivo è denunciare la repressione della libertà di religione. Ad agosto il Jharkhand è diventato il nono Stato indiano ad approvare una norma che punisce le conversioni a culti diversi dall’induismo.

Ranchi (AsiaNews/Agenzie) – Domani, 23 settembre, i cristiani del Jharkhand insieme a musulmani e sikh manifesteranno insieme in maniera pacifica contro la legge anti-conversione approvata dall’Assemblea statale. Lo riferisce p. Michael Kerketta, teologo indiano e professore a Ranchi, dove si svolgerà l’evento. Il gesuita riporta che alle minoranze religiose si uniranno anche alcuni indù, per denunciare che la legge viola la libertà religiosa dei cittadini e rischia di portare il Paese verso una deriva settaria. La norma, sottolinea, “è uno strumento per restringere la libertà di culto e continuare ad esacerbare e polarizzare la società indiana”.

Secondo il teologo, “la misura affligge tutte le comunità religiose di minoranza. È nostro dovere denunciare un’ingiustizia che viola la libertà di coscienza ed è contro la Costituzione”. P. Kerketta sottolinea che a poco più di un mese dall’approvazione, gli effetti divisivi della norma sono già evidenti, come dimostra l’incidente che ha coinvolto l’arcivescovo di Ranchi, il card. Telesphore P. Toppo, il cui manichino è stato “dato alle fiamme” dai radicali indù. L’episodio è stato reso noto la scorsa settimana da mons. Theodore Mascarenhas, segretario generale della Conferenza episcopale indiana (Cbci). Egli si è espresso contro il clima di intolleranza scatenato dal chief minister Raghubar Das, esponente del partito di governo Bjp (Bharatiya Janata Party), lo stesso del premier Narendra Modi. “Se la spirale d’odio non verrà messa immediatamente sotto controllo – ha affermato mons. Macarenhas – potrebbe portare lo Stato e la sua popolazione su un sentiero di violenza e di odio”.

Ad agosto il Jharkhand è diventato il nono Stato indiano ad approvare e rendere effettiva una legge che punisce tutte le conversioni verso religioni diverse dall’induismo. La prima Assemblea statale ad passare una simile misura è stata quella dell’Orissa nel 1967, seguita da Madhya Pradesh (1968) e Arunachal Pradesh (1978). Più di recente, gli Stati del Chhattisgarh (nel 2000), Tamil Nadu (nel 2002, poi abrogata nel 2004), Gujarat (2003), Rajasthan (2006, non firmata dal governatore, quindi non in vigore) e Himachal Pradesh (2007).

Al momento a Ranchi, conclude p. Kerketta, “non c’è violenza, ma il clima sociale rimane teso. Noi, come minoranza, temiamo le aggressioni dei gruppi radicali indù”.

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.asianews.it/notizie-it/Ranchi,-minoranze-protesteranno-unite-contro-la-legge-anti-conversione-41850.html