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Federico Peirone

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11 Novembre 2013

IRAN – ( 11 Novembre )

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INCONTRO CON L’ARTISTA / RAMIN BAHRAMI

«Io, cristiano grazie a Bach»

«Capitò qualche tempo fa. Ero in un momento di profonda depressione e stavo pensando di abbandonare le scene. Sono entrato in una chiesa di Venezia e lì ho sentito che il Signore mi cercava». Ramin Bahrami racconta così la sua conversione. «Un percorso iniziato anni fa – precisa il pianista iraniano – perché, anche se per “ragioni di stato” ero musulmano, mi sono sempre sentito vicino al cristianesimo e ai suoi valori: la mia famiglia, con un padre di origine tedesca, era aperta a tutte le tradizioni tanto che da piccolo a Teheran festeggiavo il Natale». La fede è entrata nella vita del musicista, che oggi vive tra Berlino e l’Italia, anche attraverso Johann Sebastian Bach. «Come spiegare una perfezione così alta se non con un’esperienza più grande, come se ogni nota fosse dettata da Dio?» riflette Bahrami che da martedì pubblica con Decca un nuovo disco, decima tappa di un percorso tutto dedicato a Bach. «Questa volta – dice – affronto le Invenzioni a due e tre voci».
Maestro Bahrami come è arrivato ad abbracciare la fede cattolica dopo quella chiamata sentita in una chiesa di Venezia?
Cristo l’ho sempre sentito presente nella mia vita. Una presenza che ho avvertito ancora più forte quel giorno. Da allora ho seguito quella voce e ho capito che non potevo più rimandare la mia risposta a questa chiamata. A giugno sono stato battezzato a Vallelonga, vicino a Pizzo Calabro, paese natale dei miei suoceri. Qui sono stato accolto dalla comunità che mi ha abbracciato come un fratello e mi ha fatto sentire la gioia di essere cristiano. E il 20 luglio mi sono sposato con rito religioso a Roma: una festa con tanti amici.
Bach come è entrato in questo cammino?
Per me Bach è la voce di Dio, la voce di qualcosa di soprannaturale. È il compositore più perfetto, più profondo: in lui ho sempre trovato una fonte di energia indistruttibile che si rinnova ascolto dopo ascolto. Ogni nota di Bach è ispirata da Dio e per questo è profondamente umana: nelle sue pagine si trovano tutte le voci, tutte le culture del mondo e la sua musica travalica ogni epoca suonando ancora come modernissima.
Un insegnamento che trova anche nelle “Invenzioni”?
Sicuramente perché quella delle <+corsivo>Invenzioni<+tondo> è una delle tappe più importanti per ogni musicista a livello artistico, ma soprattutto a livello umano: queste pagine sono l’emblema della possibilità di dialogo, brevi composizioni dove due voci si cercano e si parlano. E poi fanno spazio ad altre voci e il dialogo si allarga sino a diventare polifonia. Spesso, però, di questi capolavori si fa un uso arbitrario: sono pezzi “da laurea”, ma nelle nostre scuole li si utilizza per la didattica di base. Proporle ai giovani va bene come educazione alla bellezza, ma non si può pretendere che vengano eseguite con quella profondità che si acquisisce solo con anni di frequentazione della musica di Bach e mettendo in ciò che si suona le esperienze di vita.
Bach sa parlare al nostro oggi?
Senza dubbio. Prendiamo le Invenzioni dove il musicista mette in guardia da alcuni mali della società odierna. In queste pagine senti che ogni voce è necessaria per l’altra e che ogni voce rispetta l’altra. Un messaggio per il mondo di oggi dove politica e omologazione comandano con i loro disvalori. Bach non condanna le differenze, ma le armonizza e le fa convivere. Ecco perché Bach, insegnando a essere persone migliori, oggi potrebbe essere un modello di vita per molti.
A proposito di diversità che devono convivere, sembra che dall’Iran, il suo paese natale, arrivi qualche segnale di distensione.
Segnali timidi. Ma non ci sarà pace finché non ci saranno cambiamenti radicali, finché Oriente e Occidente non impareranno ad abbracciarsi, finché si metteranno in prigione donne e bambini, scrittori e registi che chiedono solo di essere liberi e di potersi esprimere, finché non ci sarà una giustizia sociale. Spero che l’Iran torni a essere la nazione illuminata, aperta al bello e alla speranza, di qualche secolo fa, un paese aperto al contrappunto, al dialogo tra voci diverse.
Prossime tappe con Bach?
L’Offerta musicale e poi il percorso culminerà nel Clavicembalo ben temperato. Ma ho in mente anche un progetto mozartiano, un altro autore toccato dalla mano di Dio.

 

Pierachille Dolfini

 

Il testo completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Spettacoli/Pagine/pianista-iraniano-ramin-bahrami-io-cristiano-grazie-a-bach.aspx#