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Federico Peirone

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18 Giugno 2014

IRAQ – ( 18 Giugno )

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Baghdad

Iraq, battaglia nella più grande raffineria
 
 
18 giugno 2014
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Gli jihadisti avrebbero preso il controllo del 75% della raffineria di Baiji, nel nord del’Iraq, la più grande del Paese. Lo annuncia un funzionario che si trova all’interno dell’impianto situato nella provincia di Salaheddin. L’esercito iracheno sostiene però di avere respinto l’attacco e ucciso 40 ribelli.

La notizia (difficile da verificare perché mancano fonti indipendenti sul posto) è arrivata dopo che nella notte i miliziani avevano attaccato la raffioneria a colpi di mortaio e con mitragliatrici, irrompendo da due delle principali entrate dell’enorme struttura. Un colpo di mortaio ha colpito un magazzino di ricambi. Martedì dalla raffineria erano stati portati via tutti i dipendenti stranieri ed era stata rafforzata la sicurezza nell’impianto. La raffineria è sotto assedio da quando i miliziani delllo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), la scorsa settimana, hanno dato il via alla massiccia offensiva per instaurare un califfato nella regione.

A Mosul, ha resto noto il governo di Nuova Delhi, sono stati rapiti 40 operai edili indiani.

Secondo l’agenzia Reuters, che cita fonti della compagnia di Stato dell’Iraq, alcune delle principali compagnie petrolifere occidentali hanno dato l’ordine di evacuare a gran parte del proprio personale. In particolare sarebbe in corso una “massiccia evacuazione” dello staff della Exxon Mobile, mentre Bp avrebbe già evacuato il 20% dei suoi.

Intanto le forze lealiste irachene hanno ripreso il controllo del distretto di Saqlawiyah, a nord della città di Falluja, che rimane nelle mani dell’Isis. Lo afferma una fonte della sicurezza citata dall’agenzia Nina, secondo la quale 250 miliziani dell’Isis sono stati uccisi. L’agenzia riferisce che sono continuati la notte scorsa i combattimenti a nord-est di Baquba, 60 chilometri da Baghdad, tra gli insorti sunniti e le forze curde dei Peshmerga.

Il presidente Usa, Barack Obama, ha escluso, per ora, di bombardare le postazione degli estremisti sunniti in Iraq: lo scrive il Wall Street Journal spiegando che il presidente americano al momento punta piuttosto a cercare appoggi politico nella regione e a offrire collaborazione di intelligence all’Iraq. Il presidente si concentra dunque su “una strategia più complessiva, non solo una risposta militare rapida”. La decisione di Obama non è irreversibile ed è possibile che comunque il presidente cambi idea, ma per ora preferisce evitare gli attacchi aerei anche perché il Pentagono ancora è privo di informazioni adeguate che consentano “colpire bersagli che potrebbero cambiare la situazione sul campo di battaglia”.

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Il testo completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/iraq-jihadisti-assaltano-piu-grande-raffineria.aspx