Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
20 Marzo 2012

IRAQ – ( 20 Marzo )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail
Iraq: oltre 40 morti e 200 feriti nel nono anniversario dell’intervento Usa

È di almeno 43 morti e 200 feriti il bilancio della catena di attentati che oggi ha sconvolto dodici diverse località del Paese del Golfo. Gli attacchi arrivano nel giorno del nono anniversario dell’inizio dell’intervento americano e a una settimana dal primo summit della Lega Araba, che sarà ospitato in Iraq da oltre 20 anni a questa parte. Il servizio diMarco Guerra:RealAudioMP3 

Autobombe, kamikaze, attacchi a colpi di arma da fuoco e agguati a personaggi delle istituzioni. Il terrorismo iracheno è tornato a colpire in ogni modo e lungo tutto il Paese, da nord a sud. L’episodio più grave è avvenuto Kerbala, città santa sciita, dove due esplosioni hanno causato almeno 13 morti. Duramente provata anche la capitale Baghdad: qui un’autobomba è esplosa nel parcheggio del Ministero degli esteri, uccidendo nove persone. E poi ancora Kirkuk con sette vittime e altre 14 esplosioni e attacchi ai posti di blocco tra Samarra, Latifiya, Hilla e altre località minori. Il terrorismo iracheno ha voluto dimostrare che il governo non è in grado di garantire la sicurezza, nonostante i massimo livello di allerta in vista del summit della Lega Araba che si terra a Baghdad dal 27 al 29 marzo, il primo nel Paese in oltre 20 anni. Una prova di forza che ancora una volta contribuisce a destabilizzare il precario scacchiere iracheno, come conferma don Renato Sacco, di Pax Christi, da sempre vicino alla comunità cristiana irachena:

“L’Iraq è un paese ricco. Il crollo di Saddam, con l’invasione e la guerra, ha scoperchiato grossi interessi e adesso c’è in ballo la lotta per assestarsi, per controllare alcune zone dell’Iraq. L’Iraq è un mosaico e credo ci sia qualcuno che non vuole che resti un mosaico, ma che diventi monocolore, almeno a grandi pezzi. Qualcuno dice che si va verso uno sgretolamento del mosaico, verso un Iraq che non sarà più Iraq, ma una terra dominata da sciiti, sunniti e curdi”.

Il testo completo si trova su:

http://www.radiovaticana.org/it1/print_page.asp?c=573027