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Federico Peirone

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29 Giugno 2017

IRAQ – (29 Giugno 2017)

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Iraq. Liberata a Mosul la moschea di al-Baghdadi: «Il Daesh è finito»


Redazione Esteri giovedì 29 giugno 2017
 
Restano però solo le rovine. Il 29 giugno del 2014 la proclamazione del Califfato. Nella moschea di al-Nouri, il 4 luglio, apparve per la prima volta al-Baghdadi, il leader dei jihadisti
 
Ciò che resta della Grande moschea di al-Nouri a Mosul (LaPresse)

Ciò che resta della Grande moschea di al-Nouri a Mosul (LaPresse)

Del “simbolo” resta ormai ben poco: qualche brandello di muro e sassi sparsi ovunque. Disseminati dalle bombe e dagli esplosivi che hanno distrutto la scorsa settimana la grande moschea di al-Nouri a Mosul. Lì, il 4 luglio del 2014 Abu-Bakr al-Baghdadi apparve in pubblico per la prima e unica volta ribadendo la nascita del Califfato e annunciano la guerra per la liberazione dell’Iraq e della Siria. Il 29 giugno, esattamente tre anni fa, tocco invece ai suoi portavoce proclamare la nascita del Daesh.

Abu Bakr al-Baghdadi parlo nella moschea di alNouri i9l 4 luglio del 2014 (Ansa)

Abu Bakr al-Baghdadi parlo nella moschea di alNouri i9l 4 luglio del 2014 (Ansa)

E proprio per questo il governo di Baghdad aveva promesso la conquista della città vecchia, l’ultima parte rimasta di Mosul ancora da liberare, entro oggi. Ma non ce l’ha fatta. E così questa mattina ha però annunciato l’arrivo delle Forze della “Divisione d’Oro”, i reparti speciali sul luogo della grande moschea.

L'esultanza dei soldati iracheni ormai nel cuore più antico della capitale del Nord (LaPresse)

L’esultanza dei soldati iracheni ormai nel cuore più antico della capitale del Nord (LaPresse)

Dove

 

Le forze anti-terrorismo “hanno preso il controllo della storica moschea di al-Nouri, del minareto di Hadba e dell’area commerciale di Serchkhana nella Città vecchia di Mosul“, ha dichiarato il generale Abdul Amir
Yarallah. La scorsa settimana la moschea è stata distrutta, e secondo il governo di Baghdad è stato Il Daesh (Isis) a farla saltare in aria, devastando anche il minareto pendente di Hadba (‘il gobbò), simbolo della città. L’autoproclamato Stato islamico, che normalmente rivendica atti di devastazione di questo tipo, ha negato ogni responsabilità affermando che moschea e minareto erano
stati distrutti in un bombardamento della Coalizione internazionale a guida Usa. Ma la stessa Coalizione ha smentito.
Le forze governative irachene stanno intanto avanzando faticosamente edificio dopo edificio nella Città vecchia di Mosul, dove sono ancora trincerati alcune centinaia di jihadisti.

Del simbolo restano solo le macerie. Come buona parte delle aree del Nord Iraq, della Piana di Ninive e dei molti villaggi cristiani sui quali si è scatenata la furia dei jihadisti innescando la fuga dei cristiani. che ci vivevano da secoli e ora non sanno ancora quando ci torneranno.

Il loro fittizio stato è caduto” è stato invece il commento del portavoce dell’esercito iracheno, generale Yahya Rasool. Lo ha dichiarato alla tv nazionale commentando la ripresa da parte delle forze armate della Grande moschea. Le autorità irachene prevedono, comunque, che la battaglia per riconquistare Mosul si concluda nel giro di alcuni giorni, mentre i combattenti estremisti sono ora messi all’angolo in pochi quartieri della Città vecchia. Il premier Haider al-Abadi, ha fatto sapere il suo ufficio, “ha dato istruzioni per portare la battaglia alla sua conclusione”.

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