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Federico Peirone

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31 Maggio 2013

IRAQ – ( 31 Maggio )

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Impressionante escalation di violenza in Iraq: 600 morti nel mese di maggio



Nuova ondata di attentati nel Paese, l’ultimo ieri a Baghdad costato la vita a 50 persone. Maggio è dunque il mese più violento con 600 morti. Il servizio di Barbara Schiavulli:RealAudioMP3

Sunniti contro sciiti, e viceversa, un governo paralizzato, politici corrotti, è la ricetta irachena per il disastro. Solo ieri 48 morti in sette esplosioni, 600 i caduti di maggio, dichiarato il mese più sanguinoso dell’anno. Quattrocento in quello scorso. E mentre si discute se questa si può chiamare guerra civile, gli iracheni continuano a morire. Attentati ovunque: che sia una festa di matrimonio, un mercato, un convoglio che attraversa la capitale, o un posto di blocco militare, come è accaduto nelle ultime 24 ore. Si tenta di sopravvivere, di lottare per una vita normale, sotto l’eco delle bombe che non hanno mai smesso di tuonare dal ritiro degli americani. Soli, abbandonati, gli iracheni arrancano in un Paese che non dà tregua, dove si combatte una guerra sistematica contro la gente e dove spesso ci si dimentica che ai grandi numeri dei bilanci di morte, corrispondono nomi, famiglie e vite andate distrutte.

Testo proveniente dalla pagina

 
http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/31/impressionante_escalation_di_violenza_in_iraq:_600_morti_nel_mese_d/it1-697054

del sito Radio Vaticana