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Federico Peirone

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10 Ottobre 2014

ISIS – ( 10 Ottobre )

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Fermare l’Isis e proporre una soluzione politica

Gli onorevoli Mario Marazziti e Anwar Hadaya spiegano come fermare il Califfato, aiutare le vittime e formare un tavolo di pace coinvolgendo anche i combattenti non estremisti

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari |

Aiutare i profughi cristiani in Iraq, sostenere economicamente l’Egitto, ristabilire la pace civile in Libia, coinvolgere i paesi arabi moderati contro il fondamentalismo e organizzare un tavolo di pace coinvolgendo anche la parte non estremista dei combattenti.

Queste le misure urgenti che l’Onorevole Mario Marazziti, presidente del Comitato Permanente per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, ed esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio, ha proposto nel corso di una conferenza stampa che si è svolta ieri a Roma per discutere sulla situazione dei cristiani e du tutte le minoranze perseguitate nei territori iracheni controllati dall’Isis.

Prima di Marazziti è intervenuto Anwar Hadaya, deputato e presidente della Commissione Economia e Sviluppo del Consiglio Provinciale di Ninive, il quale si è lamentato di “non aver visto manifestazioni di musulmani contro l’Isis in Europa” e che “nessun governo islamico ha denunciato in modo formale e chiaro questo gruppo”. “Purtroppo i cristiani in Iraq stanno perdendo la speranza di restare nel loro Paese”, ha affermato l’esponente del consiglio provinciale di Ninive, definendo l’attuale situazione “più che drammatica”.

Basti pensare – ha ricordato Haday – che circa 130mila cristiani della provincia (una minoranza rispetto ai 4 milioni di abitanti) sono fuggiti nel Kurdistan dall’inizio di agosto ad oggi. Una grande parte si trova attualmente a Antawa, nei pressi di Erbil. Molti vivono accampati nei giardini pubblici, nelle piazze e nelle scuole, e hanno perso la speranza di tornare nelle loro case.

Il Governo Italiano, le Nazioni Unite e la stessa Sant’Egidio stanno inviando aiuti umanitari, ma la situazione si prospetta difficile ora che arrivando l’inverno. Per questo il deputato Hadaya ha invocato anche il sostegno politico per l’unità del nuovo governo iracheno e per l’amministrazione locale curda. 

Interrogato da ZENIT l’onorevole Marazziti ha chiesto un aiuto concreto per i profughi,  e soluzioni politiche per ristabilire la Pace in tutta la regione . Per il deputato, già portavoce della Comunità di sant’Egidiom è importante che si interrompano i flussi di denaro che sostengono l’Isis  e che si lavori a una soluzione politica, perché quella militare sul terreno oggi è inesistente. “Confido di arrivare a una pace e a una transizione”, ha detto Marazziti, sottolineando che “bisogna isolare gli estremisti e provare a costruire una soluzione politica facendo sedere al tavolo di pace la parte più moderata dei combattenti”

“La situazione è molto complicata – ha proseguito – dal momento che non si tratta di uno scontro tra fondamentalisti contro i cristiani e l’Occidente, bensì di una guerra che è anche contro l’Islam”. “Siamo di fronte ad un nuovo tipo di guerra asimettrica – ha precisato il deputato – con soggetti che cambiano continuamente posizione. L’Isis, diffonde terrore all’esterno e consenso all’interno, conquista territorio e proclama il Califfato. La bandiera nera da una parte fa paura dall’altra attira, una sorta di torcia che spaventa e attrae”.

Nel corso della conferenza stampa, l’onorevole ha rilanciato inoltre l’appello affinchè vengano garantiti aiuti materiali per i profughi e la realizzazione di un piano di sostegno al nuovo governo dell’Iraq. “La soluzione militare per ora non ha dato frutti, anzi…”, ha ribadito. Si rischia che in Iraq si ripeta l’orrore della Siria: “Nella Comunità internazionale alcuni erano convinti che la guerra in Siria poteva essere vinta in tre mesi. Siamo  già a tre anni di scontri, con milioni di profughi che stanno destabilizzando Libano e Giordania”. 

L’attacco alla Libia ha destabilizzato totalmente il Paese, facendolo tornare ad essere luogo di esercitazioni per terroristi”, ha affermato Marazziti, “per realizzare un piano di stabilità bisognerebbe aiutare la Libia a riconquistare una sovranità nazionale coinvolgendo tutti gli attori nella ricerca di una soluzione politica”.

“L’Egitto – ha soggiunto – sta giocando un ruolo positivo di stabilizzazione, anche se il  problema grave della crisi economica e della povertà potrebbe scatenare una grande destabilizzazione”.

“In Iraq – ha concluso l’onorevole – c’è la necessità di fermare il Califfato e riconquistare un tavolo di dialogo con le forze di tutta la regione”.