A.Ma. martedì 4 giugno 2019
La giornalista di origine siriana, appena insignita del Cavalierato dell’Ordine al Merito, agirà in sede giudiziaria contro coloro che l’hanno additata come “vicina agli integralisti islamici”
Asmae Dachan

Asmae Dachan

È arrivato il momento delle denunce. La giornalista, poetessa, scrittrice e blogger Asmae Dachan, italiana di origini siriane, premiata il 2 giugno ad Ancona con l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica, di fronte alle violente accuse contro di lei, inizialmente aveva cercato di mantenere un atteggiamento conciliante, ma ora ha deciso di agire in sede giudiziaria contro coloro che “hanno diffuso nei giorni scorsi affermazioni calunniose nei miei confronti, frutto di autentiche invenzioni e di una esasperata acrimonia nei miei confronti”.

Ricordiamo i fatti. Alla vigilia della concessione dell’onorificenza, Giorgia Meloni aveva contestato la scelta del presidente Sergio Mattarella, chiedendogli addirittura di revocarla e diffondendo una nota in cui definiva Asmae Dachan, che è anche collaboratrice di Avvenire, “vicina agli integralisti islamici” e accusandola di contiguità con spietati militanti jihadisti.

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La giornalista, dunque, ha dato incarico ai propri legali di “agire sia in sede giudiziaria” e “davanti agli Ordini dei giornalisti di appartenenza nei confronti di tutti coloro i quali, alcuni di questi giornalisti, hanno diffuso nei giorni scorsi affermazioni calunniose”. Si tratta, spiega Dachan, “di fandonie senza fondamento e senza alcuna giustificazione. Purtroppo queste gravi affermazioni hanno trovato vari epigoni tra cui il Giornale che in due articoli pubblicati il 2 e il 3 giugno mi ha indicata come persona collegata a criminali jihadisti operanti in Siria e a vari soggetti criminali della peggiore risma”.

La giornalista parla di “azione di killeraggio” nei suoi confronti “che non ha alcun fondamento e viola le regole elementari del vivere civile e della professione di giornalista. Non ho mai avuto alcun rapporto con alcuno dei soggetti cui mi si attribuiscono amicizie e rapporti. Mai visti, mai conosciuti. Né ho mai sostenuto dottrine jiahdiste o salafite”.

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Il testo originale e completo si trova su:

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/asmae-dachan-denuncia