Luca Geronico giovedì 10 maggio 2018

Israele: «Grave attacco». Poi con 28 caccia lancia 70 razzi. «La più ampia operazione aerea degli ultimi anni». Tre vittime. Gli Usa appoggiano «diritto all’autodifesa». Mosca: basta provocazioni

Missili contraerei siriani ieri notte nel cielo sopra Damasco (Epa)

Missili contraerei siriani ieri notte nel cielo sopra Damasco (Epa)

Le sirene di allarme antimissili sono risuonate verso la mezzanotte sulle Alture del Golan. Una ventina di razzi, alcuni dei quali intercettati dal sistema di difesa antimissili israeliano “Iron Dome”, sono stati lanciati dalla forza iraniana al-Quds reparto d’èlite dei Guardiani della Rivoluzione, verso le postazioni israeliane di prima linea sulle Alture del Golan, alcuni dei quali intercettati. “L’attacco iraniano contro Israele è molto grave”, ha subito commentato un portavoce dell’esercito israeliano. E’ la prima volta che Israele accusa direttamente gli iraniani per un attacco dalla Siria. Tuttavia il portavoce ha precisato che “non ci sono state vittime e i danni sono limitati”

La rappresaglia di Israele: 28 caccia e 70 razzi

Immediata la risposta di Israele nella notte. L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito decine di obiettivi militari iraniani in Siria. In un comunicato l’esercito parla di “attacco su ampia scala contro l’establishment iraniano in Siria”. I caccia israeliani, ha ancora reso noto, sono finiti nel mirino delle forze di difesa aeree siriane. L’esercito ha informato le autorità russe prima dell’attacco, ha dichiarato ai reporter il portavoce Jonathan Conricus. “Gli attacchi la notte scorsa sono una risposta ai razzi lanciati dalle forze iraniane in direzione delle postazioni dell’esercito israeliano sulle Alture del Golan”.

I caccia israeliani, ha ancora reso noto, sono finiti nel mirino delle forze di difesa aeree siriane. L’esercito ha informato le autorità russe prima dell’attacco, ha dichiarato ai reporter il portavoce Jonathan Conricus. Secondo il ministero della Difesa russo Israele ha lanciato circa 70 missili: nell’attacco, sempre secondo i russi, sono stati usati 28 jet israeliani F15 ed F16, che hanno lanciato circa 60 missili aria-terra oltre dieci missili tattici terra-terra. Oltre la metà dei missili, avverte Mosca, sono stati abbattuti dalla contraerea. L’esercito siriano ha confermato l’uccisione di tre soldati e il ferimento di altri due nei raid
israeliani che nelle ultime ore hanno colpito la Siria.

Missili israeliani diretti su una base siriana nei dintorni di Damasco (Ap)

Missili israeliani diretti su una base siriana nei dintorni di Damasco (Ap)

«La nostra maggiore operazione aerea negli ultimi anni»

“Quella della scorsa notte è stata la nostra operazione aerea maggiore negli ultimi anni”, ha dichiarato il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus. “Il nostro intento non era di provocare vittime, ma di colpire infrastrutture”. Secondo Conricus i danni inflitti “sono molto significativi” e all’Iran occorreranno mesi per ripararli. Al termine degli attacchi “tutti gli aerei israeliani hanno fatto ritorno alle loro basi”, ha affermato il portavoce. Conricus ha precisato che Israele ha informato tempestivamente la Russia dell’attacco aereo contro le postazioni iraniane in Siria. L’Iran, in mattinata, ha negato qualsiasi responsabilità. “Teheran non ha nulla a che fare con i missili lanciati a Israele dalla Siria nella notte di mercoledì”, ha affermato il vice responsabile del Consiglio supremo della sicurezza nazionale iraniano, Abu al-Fadl Hassan al-Baiji.

Lieberman: colpita l’intera infrastruttura iraniana in Siria

Più tardi il ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha precisato che Israele ha colpito “l’intera infrastruttura iraniana in Siria”. Israele non consentirà all’Iran di trasformare la Siria “in una base del fronte” contro Israele. Lieberman ha quindi espresso l’auspicio che “questo capitolo sia chiuso”. Israele non vuole una escalation della situazione, ha chiarito il ministro “Li vediamo operare in Iraq, Yemen, Libano ed anche Africa”, ha aggiunto. “L’Iran è realmente l’unico paese oggi che rappresenta l’estremismo, non solo dal punto di vista ideologico ma anche nella sua volontà di sacrificare i propri cittadini e il proprio futuro nel nome della stessa ideologia estremista”.

Gli Usa: «autodifesa» di Gerusalemme. Mosca basta provocazioni

Dagli Usa è giunto subito sostengono a Israele. Un portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale della Casa Bianca: “Siamo con Israele nella lotta contro le dannose attività iraniane. Appoggiamo con forza il diritto di Israele all’autodifesa”. Il ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov, ha invitato Israele e Iran al dialogo. “Abbiamo chiesto ieri sera al premier israeliano, Benjamin Netanyahu di abbandonare le reciproche provocazioni“, ha fatto sapere Lavrov durante il suo incontro con l’omologo tedesco, Heiko Maas. Il capo della diplomazia di Mosca ha espresso anche la propria “preoccupazione” per l’escalation tra i due Paesi. Maas ha condannato l’attacco iraniano, bollandola come “pericolosa provocazione” e ha sottolineato il diritto di Israele a difendersi. Il presidente siriano Bashar al-Assad esclude che in Medio Oriente possa scoppiare “una terza guerra mondiale”. Assad afferma che “grazie alla saggezza della leadership russa si è evitato uno scontro su larga scala”. Per Damasco “è iniziata una nuova fase dell’aggressione contro la Siria”.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ad Aquisgrana per un trilaterale con l’Ucraina, secondo una fonte dell’Eliseo, “hanno espresso preoccupazione dopo i raid israeliani in Siria di questa notte ed hanno lanciato un appello alla distensione”.

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