Luca Geronico mercoledì 17 gennaio 2018
Il premier israeliano, in visita in India, plaude pure alla svolta sull’Iran e al taglio dei fondi all’agenzia Onu per i palestinesi. Abu Mazen ad al-Azhar: «Decisione peccaminosa»
Benjamin Netanyahu  ad Ahmedabad, in India, con la moglie Sarah (Ansa)

Benjamin Netanyahu ad Ahmedabad, in India, con la moglie Sarah (Ansa)

«Lo spostamento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme sarà molto più veloce di quanto si pensi: avverrà entro un anno da oggi». In volo verso la capitale indiana New Delhi, Benjamin Netanyahu, ha lanciato un chiaro messaggio sui tempi tecnici del processo di riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Nelle sue dichiarazioni rilasciate in aereo, il premier israeliano ha elogiato il cambio di rotta dell’amministrazione Trump in merito all’Iran e all’accordo sul nucleare avallato dal suo predecessore Barack Obama. «Sapete cosa accadrà, annullare l’accordo è ciò che ha detto di voler fare», ha detto il premier israeliano che ha pure salutato con favore il taglio dei fondi statunitensi all’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA): «Da 70 anni l’organizzazione perpetua la narrativa palestinese e l’abolizione del sionismo, e questa è la prima volta che gli americani la sfidano», ha aggiunto. Quanto al trasferimento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme entro il 2018, precisa il quotidiano Haaretz, è una affermazione fatta in base a una «valutazione solida».

Al via ad al-Azhar la conferenza su Gerusalemme

Ha preso il via oggi al Cairo la Conferenza internazionale organizzata da al-Azhar, la più importante istituzione dell’islam sunnita, sulla questione del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti. La conferenza – che proseguirà anche domani presso il Centro Conferenze di al-Azhar – vedrà la partecipazione dei rappresentanti di 86 Paesi. Sicura la presenza, tra gli altri, del patriarca copto ortodosso Tawadros II. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen intervenendo ad al-Azhar ha bollato come una «decisione peccaminosa» la scelta del presidente statunitense Donald Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele e il trasferimento dell’ambasciata americana. Il leader palestinese ha ribadito che «l’amministrazione americana non è più affidabile per mediare fra noi e gli israeliani». «Il complotto contro Gerusalemme è di natura colonialista e americana e contraddice il diritto internazionale e sfida la volontà della Comunità internazionale», ha aggiunto.

Il testo originale e completo si trova su:

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/jeru