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Federico Peirone

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12 Febbraio 2013

LIBANO/VATICANO – ( 12 Febbraio )

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LA RINUNCIA DEL PAPA: SAMMAK (LIBANO), “UOMO DI GRANDE APERTURA E DI MISSIONE”

“La notizia delle dimissioni del Papa ci ha scioccato. Avevamo incontrato Benedetto XVI in Libano lo scorso anno in occasione del suo viaggio per la firma e la pubblicazione dell‘Esortazione Apostolica Post-sinodale, Ecclesia in Medio Oriente. Lo avevamo visto in buone condizioni di salute e per questo non ci aspettavamo una simile decisione”. Torna col pensiero a quei giorni di settembre (14-16) del 2012, Muhammad Sammak, consigliere politico del gran Mufti del Libano e Segretario generale del Comitato libanese per il dialogo islamico-cristiano, per commentare al Sir (clicca qui), la notizia delle dimissioni di Benedetto XVI. “Lo ricordo come un uomo di grande apertura, un uomo di missione” dichiara Sammak che partecipò come ospite speciale al Sinodo dei Vescovi del 2010 dedicato al Medio Oriente. (segue)

11:28LA RINUNCIA DEL PAPA: SAMMAK (LIBANO), “UOMO DI GRANDE APERTURA E DI MISSIONE” (2)

“Rispettiamo questa decisione, lui conosce bene i motivi che lo hanno spinto a prenderla e la accettiamo. Confidiamo che dal prossimo Conclave possa uscire un nuovo papa che porti avanti il dialogo interreligioso come fatto fino ad oggi da suoi predecessori. Il dialogo non può e non deve fermarsi. Non c’è futuro e non c’è pace senza dialogo”. Nel tracciare un bilancio del pontificato di Benedetto XVI relativamente al dialogo interreligioso Sammak parla di “alcuni passi falsi nel dialogo con l’islam ed altri con gli ebrei” aggiungendo poi che “Benedetto XVI ha dedicato tanto tempo” a correggerli “aprendo nuove pagine di un dialogo fruttuoso”. Nell’intervista il Segretario generale si dice “certo che il Vaticano e la Chiesa, ma soprattutto colui che verrà scelto in Conclave, continueranno sul solco del dialogo con l’Islam, tracciato da Benedetto XVI. L’impegno, tra gli altri, è quello di prendersi cura dei cristiani del Medio Oriente promuovendo una cultura della convivialità coi musulmani”.