Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
28 Luglio 2014

LIBIA – ( 28 Luglio )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail
Tripoli
 
La Libia è sull’orlo della guerra civile
 
 
 
 
 

Diversi paesi occidentali, tra cui l’Italia, hanno invitato i propri connazionali a lasciare la Libia, teatro da settimane di scontri tra milizie rivali a Tripoli e Bengasi. Nella capitale il bilancio delle vittime di due settimane di combattimenti nella zona dell’aeroporto è di almeno 97 morti e oltre 400 feriti, mentre a Bengasi, nell’est del paese, almeno 38 persone, per lo più soldati, sono rimaste uccise in 24 ore di scontri tra esercito e gruppi islamici.

In una nota diffusa domenica la Farnesina ha sottolineato che, “a fronte del progressivo deterioramento della situazione di sicurezza in Libia e dei recenti scontri che stanno interessando in questo periodo in particolare la capitale, si ribadisce ai connazionali il pressante invito a non recarsi in Libia e a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese“. Nella nota si sottolinea che l’ambasciata italiana rimane aperta e regolarmente funzionante.

Sempre domenica il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha riferito del trasferimento di oltre 100 italiani avvenuto nei giorni scorsi, precisando che “l’uscita dalla Libia è avvenuta con convogli via terra verso la Tunisia e con il ricorso a velivoli dedicati disposti dall’unita di crisi”. Sabato scorso gli Stati Uniti hanno evacuato il proprio personale via terra, sotto copertura aerea, dopo che il segretario di Stato John Kerry aveva denunciato un “rischio reale” per la loro sicurezza. Domenica è stato l’omologo tedesco a riferire di una “situazione estremamente imprevedibile e incerta”, invitando i connazionali a lasciare il paese. Stesso appello lanciato da Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Turchia, Spagna e Malta.

 

© riproduzione riservata

 

Il testo completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/libia-caos-fuga-stranieri.aspx