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Federico Peirone

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29 Luglio 2015

LIBIA – ( 29 Luglio 2015 )

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Libia, l’accordo “zoppo”

Bernardino Leon, inviato delle Nazioni unite per la Libia ANSA/SALVATORE DI NOLFI - EPA

Bernardino Leon, inviato delle Nazioni unite per la Libia ANSA/SALVATORE DI NOLFI – EPA

“L’ accordo non coinvolge tutte le forze politiche e militari presenti in Libia e non mette sullo stesso piano i due governi: quello di Tobruk e di Misurata”. Per Arturo Varvelli, Responsabile del Programma Terrorismo dell’ISPI, la quinta bozza del negoziato (condotto dall’inviato dell’ ONU Bernardino Leon) per raggiungere la concordia nazionale nell’ ex colonia italiana, è un accordo zoppo. Dalla caduta del dittatore Gheddafi, quattro anni fa, il Paese vive frammentato nel caos. Oltre all’ Isis, sul territorio si contano  230 milizie armate e 140 tribù.

E’ un rebus di difficile soluzione che per alcuni potrebbe trovare esito positivo solo se l’Italia prendesse in mano la situazione. “Non sono d’accordo sul fatto che un solo Stato possa risolvere la questione – sottolinea Varvelli – soprattutto di un Paese così complesso dal punto di vista politico, sociale e della sicurezza. Forse l’Italia potrebbe fare da traino – aggiunge – ma c’è bisogno dell’intera Comunità internazionale e che, soprattutto, sia unita e unanime sulle cose da fare”

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/29/libia,_laccordo_zoppo/1161652