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Federico Peirone

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30 Luglio 2014

LIBIA – ( 30 Luglio )

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Libia: ancora disordini, mons. Martinelli: “Pregate per noi”

Un miliziano mascherato a Bengasi

30/07/2014

Ennesima tragedia del mare al largo della Libia: almeno 20 migranti sono morti e circa 100 risultano dispersi dopo il naufragio di un barcone un centinaio di chilometri a est di Tripoli. Intanto, si combatte a Bengasi dove gli islamisti hanno conquistato la più importante base militare. Nella capitale è stato invece rilasciato l’ex vicepremier Abushagur, vittima nelle scorse ore di un sequestro-lampo, ed è in corso il rimpatrio di numerosi cittadini francesi e britannici finora rimasti in città. Il servizio di Davide Maggiore:

Il quartier generale delle forze speciali libiche a Bengasi è caduto nelle mani del “Consiglio della Shura dei rivoluzionari”, coalizione di gruppi islamisti e jihadisti, dopo diversi giorni di combattimenti. Si indebolisce dunque ulteriormente la posizione del fragile esercito regolare libico, che nel capoluogo della Cirenaica combatte gli islamisti a fianco del generale dissidente, Khalifa Haftar. Continuano le tensioni anche a Tripoli: uno dei politici che stavano tentando una mediazione tra le milizie in lotta per il controllo dell’aeroporto è stato vittima di un sequestro lampo. L’ex vicepremier, Mustafa Abushagur, è stato prelevato ieri nella sua abitazione da ignoti, e rilasciato nella notte. Intanto, l’Egitto ha raddoppiato il personale già presente al confine tran Libia e Tunisia, per aiutare i suoi cittadini a lasciare il Paese. Sono stati rimpatriati via nave, invece, una cinquantina di francesi e britannici, tra cui l’ambasciatore di Parigi. A sua volta quello italiano ha chiesto all’Onu un nuovo impegno nella “riconciliazione nazionale”.

Da Tripoli, arriva anche la testimonianza del vicario apostolico, mons. Innocenzo Martinelli, raggiunto telefonicamente in città da Davide Maggiore:

R. – Per quanto riguarda la comunità cristiana, devo sottolineare che molti cristiani sono partiti un po’ perché hanno paura. Coloro che sono rimasti sono in prevalenza filippini che operano soprattutto negli ospedali. Quindi, la loro opera è quanto mai preziosa in questo momento. Diciamo che ringraziamo il Signore per questa comunità che è molto presente, molto attiva e molto fervente. Noi confidiamo anche nelle loro preghiere, perché la Libia si trova in una situazione particolare. Non si è mai verificata una cosa del genere nel Paese. Noi abbiamo fiducia che il buon senso e soprattutto la pace possano prevalere.

D. – C’è un appello che lei vuole fare da Tripoli a coloro che ci ascoltano attraverso la Radio Vaticana?

R. – Il mio appello, pressante, è quello della preghiera. Credo realmente che la preghiera sia potente, al di là di tutte le diplomazie e di tutti gli incontri di ordine pacifico. Quindi, invito la comunità cristiana che ci ascolta a pregare per noi: pregare perché la gente, i capi, i responsabili possano essere disponibili a questo invito alla pace.

 

Il testo completo si trova su:


http://it.radiovaticana.va/news/2014/07/30/libia_ancora_disordini,_mons_martinelli_pregate_per_noi/1103691