Paolo M. Alfieri lunedì 28 maggio 2018
L’assalto è stato messo a segno a Talataye da uomini armati giunti a bordo di auto e moto. Tra i morti anche sette civili e otto degli aggressori
Un gruppo di soldati dell'esercito maliano (Ansa)

Un gruppo di soldati dell’esercito maliano (Ansa)

Una ventina di persone (tra cui diversi civili) sono rimaste uccise in un attacco compiuto da alcuni sospetti jihadisti nel nord-est del Mali, vicino al confine con il Niger. Secondo la rivista Jeune Afrique, almeno un centinaio di persone, tra cui un gran numero di civili, appartenenti in particolare alle comunità fulani e tuareg, sono morte negli ultimi mesi in questa regione a seguito di attacchi compiuti da gruppi armati rivali.

Gli aggressori “hanno approfittato della fiera settimanale di Talataye per attaccare una postazione del Movimento per la Salvezza dell’Azawad (Msa, il principale gruppo armato tuareg della zona)”. Secondo un testimone, i miliziani armati sono arrivati a bordo di tre veicoli e motociclette e parlavano peul (la lingua più parlata dall’etnia fulani in Mali), arabo e tamasheq (la lingua dei tuareg). Alla fine del raid sono morti almeno quattro miliziani del movimento tuareg Msa e otto aggressori.

Un insegnante di Tatalaye, Khalil Tourè, ha detto che questi “hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone che riposavano sotto un albero, uccidendone cinque sul colpo e ferendone altre due”. In un comunicato pubblicato dal Msa si apprende che sette civili sono stati uccisi, oltre a quattro combattenti, mentre otto assalitori sono stati “messi fuori gioco”.

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