Redazione Esteri mercoledì 12 febbraio 2020
Grazie ai fondi Ue mobilitati per due anni giovani volontari di Marocco, Mauritania e Tunisia. Presenti anche Focsiv e France Volunteers per sviluppare un lavoro comune a tutela dell’ambiente
Alcuni volontari al lavoro in un'oasi nel Maghreb

Alcuni volontari al lavoro in un’oasi nel Maghreb

Si è concluso in questi giorni, dopo una riunione a fine gennaio a Nouakchott di tutte le associazioni coinvolte, il progetto “Tero” per il rafforzamento della resistenza delle comunità locali nelle oasi del Maghreb – Marocco, Mauritania e Tunisia – per contrastare i rischi del cambiamento climatico. Il progetto, finanziato da EU Aid Volunteers ha coinvolto numerosi giovani volontari locali.

Temnya, associazione capofila della Mauritania, ha accolto a Nouakchott, i rappresentanti di Association de sauvegarde de l’oasis de Chenini (Tunisia), l’Association Oasis Ferkla pour l’Environnement et le Patrimoine (Marocco) France Volontaires (Francia), Cari (Francia) e Focsiv (Italia) per una analizzare i due anni di lavoro comune svolto e progettare nuove collaborazioni in futuro a tutela delle oasi, regioni preziose per garantire la permanenza delle comunità locali e lo sviluppo di una economia sostenibile.

Grande consenso, fra gli operatori, ha riscosso il Campus Internazionale in Tunisia: attività che ha impegnato alcuni giovani tunisini, mauritani, marocchini e francesi per tre settimane nella progettazione di un piano comune di gestione dei rischi per l’oasi di Chenini-Gabès. Un’esperienza pilota unica nel Maghreb, che ha permesso ai giovani di diversi Paesi di sviluppare, con l’ausilio di alcuni ricercatori, una tecnica di lavora comune e ha creato le condizioni per sviluppare sinergie tra associazioni di volontariato, giovani e organizzazioni per la tutela ambientale. Una esperienza molto utile pure per le associazioni europee di France Volontaires, Cari e FOCSIV coinvolte nel progetto. In preparazione, come resoconto e risultato del progetto, la guida: “Resilienza ecologica: strumenti per la mobilitazione dei giovani”.

A conclusione dei due anni di attività svolta dai 6 partner Tero (Territoires engagés pour la resilience des oasis) ha presentato la guida alla mobilitazione giovanile sui temi ambientali: “Resilienza ecologica: strumenti per la mobilitazione giovanile.” Una pubblicazione che raccoglie le pratiche di mobilitazione giovanile sui temi ambientali messe in atto in questi due anni dai 3 partner, che si ispirano alla metodologia partecipativa ed all’educazione non formale. La guida valorizza l’impegno civico giovanile nella promozione della resilienza climatica dei territori più fragili aree soggette a migrazione ed abbandono. Un ruolo che dovrebbe essere sostenuto in primo luogo dalle associazioni. Le guida, tradotta in lingua inglese e francese, a breve sarà disponibile anche in lingua araba sul sito web di Tero (tero.focsiv.it).

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