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Federico Peirone

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1 Febbraio 2015

MEDIO ORIENTE – ( 1 Febbraio 2015 )

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Mondo Medio Oriente

Iraq: la Chiesa caldea verso un difficile Sinodo

Il patriarca dei caldei Louis Raphael Sako – AFP

 
 

Il prossimo 6 febbraio si terrà a Baghdad la cerimonia di ordinazione dei due nuovi vescovi della Chiesa caldea: mons. Emanuel Hana Shaleta, vescovo della diocesi canadese di Sant’Addai e di mon. Basel Yaldo che sostituirà, come vicario patriarcale a Baghdad, mons. Jacques Isaac che già lo scorso anno aveva raggiunto i 75 anni di età.

Il caso dei sacerdoti trasferitisi senza permesso nelle più sicure diocesi occidentali
Il giorno dopo si terrà un Sinodo straordinario con vari punti in programma. 
Tra questi le decisioni prese nel Sinodo caldeo del 2013 per il gruppo di sacerdoti e monaci che nel corso degli ultimi anni avevano lasciato le proprie diocesi e le proprie case religiose in Iraq senza il permesso dei superiori e si erano trasferiti negli Usa e in altri Paesi occidentali, per svolgere il loro inistero, nelle ‘più sicure’ diocesi della diaspora caldea.

Le misure canoniche disciplinari
Lo scorso ottobre, il patriarca Louis Raphael Sako aveva pubblicato un decreto in cui ordinava loro di rientrare in patria o di concordare con vescovi e capi delle comunità la regolarizzazione del proprio trasferimento. Il mancato accoglimento delle disposizioni patriarcali avrebbe fatto scattare misure canoniche disciplinari come la sospensione dal servizio sacerdotale e l’annullamento di ogni forma di retribuzione. Ma a tutt’oggi, nella maggior parte dei casi, le indicazioni del Patriarca sono state disattese.

La Chiesa caldea ha bisogno di sacerdoti capaci e fedeli
In un’intervista su Baghdadhope il patriarca Sako spiega che i monaci “dovranno tornare in monastero per riprendere la vita monastica di preghiera e riflessione cui si sono votati; non è concepibile, infatti, che essi operino come sacerdoti diocesani”. Il loro ritorno dovrà essere valutato caso per caso, perché, dichiara il patriarca Sako, “la Chiesa ha bisogno di sacerdoti capaci e fedeli, è meglio che chi non lo è, la abbandoni di sua volontà” .

Chi fugge nega ai fedeli iracheni il necessario conforto morale e spirituale
“Attualmente – riferisce nell’intervista il patriarca Louis Raphael – in Iraq vivono circa 400mila cristiani di cui più della metà caldei, e questi ultimi possono contare su 75 sacerdoti diocesani e 15 monaci. Una realtà in sofferenza, visti gli avvenimenti degli ultimi anni, che ha bisogno di tutte le forze che la Chiesa può mettere in campo. Un sacerdote o un monaco che fugge non solo dà un cattivo esempio, ma nega ai fedeli in patria quel conforto morale e spirituale che oggi è più che mai necessario”. (R.P.)

 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/31/iraq_la_chiesa_caldea_verso_un_difficile_sinodo/1120861