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Federico Peirone

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12 Novembre 2014

MEDIO ORIENTE – ( 12 Novembre )

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Padre Faltas: Gerusalemme sia esempio di convivenza e pace

Gerusalemme, la spianata delle moschee – ANSA

Sempre molto critica la situazione in Medio Oriente, dove le violenze tra palestinesi e israeliani stanno toccando i luoghi di culto. Ieri, profonda preoccupazione è stata espressa dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha invitato le parti a evitare di esacerbare ulteriormente la situazione. Il servizio di Francesca Sabatinelli:

E’ altissima la tensione nei Territori palestinesi e sulla spianata delle Moschee a Gerusalemme. Le accuse di violenze sono reciproche. Gli abitanti di un villaggio nei dintorni di Ramallah hanno attribuito ai coloni israeliani l’incendio della loro moschea. Stessa dinamica in Galilea, dove una bottiglia incendiaria è stata lanciata contro una antica sinagoga, in una cittadina araba. Il presidente palestinese, Abu Mazen, in queste ore dovrebbe incontrare il re giordano, Abdallah, e in Giordania si sta recando anche il segretario di stato Usa, Kerry. Padre Ibrahim Faltas, della Custodia di Terra Santa – che ha fatto parte della delegazione di patriarchi e delle Chiese di Gerusalemme, che lunedì scorso ha compiuto una visita sulla spianata delle Moschee – non nasconde la sua preoccupazione.

R. – Il nostro messaggio è che dobbiamo lavorare tutti, dobbiamo lavorare per superare questo momento difficile perché diminuisca questa tensione. Noi cristiani, i musulmani, anche gli ebrei. Le persone parlano di una guerra religiosa. Non vogliamo arrivare a questo punto. E per questo che dobbiamo muoverci, dobbiamo lavorare. Gerusalemme deve essere il modello, deve essere il modello della convivenza, della pace tra le tre religioni.

D.  – Padre Ibrahim, è stato Abu Mazen a dire che è Israele a condurre una devastante guerra di religione. Parole che hanno scatenato la reazione di Netanyahu…

R. – Abu Mazen è molto preoccupato della situazione. E’ per questo che oggi vediamo che nonostante la tensione, c’è anche una tensione tra Abu Mazen, Netanyahu e il re della Giordania, per trovare una soluzione, per non arrivare a un conflitto religioso. Tutti lavorano, tutti vogliono arrivare alla pace, a una convivenza pacifica in questa bellissima città.

D.  – Come si fa a tenere a freno gli estremismi di tutte e due le parti?

R. – Su questo devono lavorare i capi religiosi: è il momento di fare un incontro tra i tre capi religiosi che sono a Gerusalemme perché diminuisca questa tensione. Devono trovare una soluzione a questa tensione, a questo problema, in questo momento molto difficile, molto delicato non solo per i musulmani, o solo per gli ebrei o solo per i cristiani, ma per tutti e tre insieme.

D. – Voi della Custodia siete preoccupati?

R. – Tutti siamo preoccupati. Chiunque viva qui è preoccupato da questa situazione. C’è una iniziativa che io penso possa aiutare molto. E’ un’iniziativa dell’Opera romana pellegrinaggi, il Cammino di Pace “Giovanni Paolo II”, che faremo il 20 novembre da Betlemme fino a Gerusalemme. A questo cammino parteciperanno cristiani, musulmani, ebrei. Speriamo che anche questo aiuti. Ma ripeto: deve esserci un incontro tra i capi religiosi locali. Dobbiamo aumentare queste iniziative tra le tre religioni, qui a Gerusalemme, in questo momento.

 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2014/11/12/padre_faltas_gerusalemme_sia_lesempio_di_convivenza_e_pace/1110958