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Federico Peirone

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31 Ottobre 2013

NIGER – ( 31 Ottobre )

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TRAGEDIA NEL DESERTO

Niger, 87 migranti morti al confine con l’Algeria

La loro meta era oramai solo a una decina di chilometri, ma non ce l’hanno fatta, uccisi dalla sete e dal caldo: sono morti così 87 migranti (7 uomini, 32 donne e addirittura 48 bambini) che s’erano messi in viaggio dal Niger, a metà ottobre, per raggiungere l’Algeria, per cercare di sopravvivere con elemosine. I cadaveri di altre cinque vittime, tutte donne, erano stati trovati qualche giorno fa.

I loro corpi, decomposti o seccati dal sole che martella il deserto, sono stati trovati in un raggio di una ventina di chilometri. Non insieme, ma a piccoli gruppi, spesso composti da una donna e dai suoi figli, quasi tutti piccolissimi.

È una tragedia già scritta, anche se, per confermarla, mancavano i cadaveri, di cui si sospettava la fine da quando erano  stati abbandonati in pieno Sahara dai ‘passeur’ che li dovevano portare al di là del confine con l’Algeria e che invece li hanno scaricati nella sabbia, per il guasto di uno dei due camion. Sempre che questa motivazione fosse vera e non invece una replica, nel deserto, del disprezzo per la vita altrui di quegli scafisti che si liberano dei loro passeggeri gettandoli in mare a metà del viaggio.

I migranti, forse un centinaio, erano partiti dal Niger, prima da Agadez e quindi da Arlit, a bordo di due vecchi camion, con passaggi pagati a caro prezzo. La destinazione finale era Tamanrasset, città dell’Algeria meridionale, dove già c’è un piccola comunità di nigerini che vivono, tra stenti e disperazione, chiedendo l’elemosina lungo le strade o, più spesso, davanti alle moschee.

Pochi dinari, ma più spesso qualche centesimo, con i quali comprare qualcosa da mangiare per loro e per i figli. Ma per quelli partiti da Agadez il viaggio si è interrotto nel deserto, senza lasciare loro scampo.

Quando hanno capito che gli autisti dei camion erano scappati e che nessuno sarebbe arrivato, dopo avere consumato le ultime razioni di acqua, hanno cercato la salvezza incamminandosi nella sabbia, alla ricerca di un’oasi o con la speranza di imbattersi in un convoglio che non fosse di predoni.

Una donna ha avuto questa fortuna ed è stata riportata ad Arlit. Una ventina, soccorsi da un camionista, sono riusciti a raggiungere il confine e quindi Tamanrasset. Un uomo, anche se resta difficile da crederlo, avrebbe camminato per un’ottantina di chilometri tornando ad Arlit.

Tutti gli altri hanno camminato per giorni, sin quando le forze li hanno sorretti. Poi sono crollati.​​​

 

Il testo completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/Niger87migrantimorti.aspx#