Paolo M. Alfieri martedì 15 dicembre 2020
Liberati almeno 17 ragazzi, ma 2 sono morti nel blitz. La rivendicazione in un audio dei terroristi, che venerdì hanno sequestrando oltre 600 studenti. Molti sono riusciti a fuggire
Scuole chiuse in 5 stati, dopo che Boko Haram ha rapito 333 studenti

 

Le autorità nigeriane hanno annunciato, mercoledì, la chiusura a tempo indeterminato delle scuole in cinque stati. Dieci scuole sono state chiuse “a seguito del recente rapimento di oltre 300 studenti della Government Science Secondary School di Kankara, nello stato di Katsina”. Lo stato di Kano, invece, non ha fornito alcun motivo per la chiusura delle scuole, mentre gli stati di Jigawa e Kaduna hanno indicato la pandemia di coronavirus.

Almeno 17 studenti sono stati liberati ieri con un blitz, nel quale però due di loro sono morti. Il numero dei rapiti è poco chiaro: 320 o 333, stando a due resoconti separati di funzionari, mentre i residenti a Kankara lo stimano in più di 500. Genitori e abitanti continuano a manifestare per la liberazione. I ragazzi, tutti maschi, sarebbero stati portati nella foresta di Zamfara, nella provincia vicina.

Un maxi-sequestro come quello di Chibok, che sei anni fa fece scoprire a un mondo distratto l’esistenza dei terroristi islamici nigeriani di Boko Haram. I jihadisti, che dal 2009 hanno causato più di 30mila morti e due milioni di sfollati, sono tornati a prendere di mira una scuola, come quando nel 2014 rapirono a Chibok 276 studentesse. Fucili d’assalto in pugno, sono entrati in azione venerdì sera nello Stato settentrionale di Katsina, rapendo 333 alunni in una scuola maschile, e dopo aver rivendicato l’azione ora trattano per il rilascio degli ostaggi. «I responsabili del rapimento dei nostri ragazzi hanno contattato il governo e sono in corso discussioni per garantire la loro sicurezza e il ritorno alle loro famiglie», ha annunciato ieri su Twitter Aminu Bello Masari, governatore dello Stato di Katsina.

Il Daily Nigerian ha riferito di aver ricevuto un messaggio audio dal leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, il quale ha affermato che il gruppo ha rapito gli alunni perché l’educazione occidentale è contro i principi dell’islam. «Quello che è successo a Katsina è stato fatto per promuovere l’islam e scoraggiare le pratiche non islamiche poiché l’educazione occidentale non è il tipo di educazione permesso da Allah e dal suo santo profeta», ha detto Shekau, stando a quanto riportato dal quotidiano. Shekau, secondo l’analistia Yan Saint-Pierre del centro studi “Modern security consulting group”, vuole esprimere «tutta la sua potenza e dimostrare che non è più confinato solo nella propria zona» del nord-est.

Il governo nigeriano ha fatto sapere che un’operazione di salvataggio è stata lanciata sabato dalla polizia, dall’aeronautica militare e dall’esercito. Secondo le autorità, i militari sono stati impegnati in scontri a fuoco con i sequestratori dopo aver localizzato l’area in cui si sono nascosti nella foresta di Zango-Paula. Molti degli oltre 600 studenti che inizialmente erano stati presi in ostaggio sono riusciti a fuggire durante l’attacco o successivamente, mentre la polizia era impegnata nello scontro a fuoco, secondo il portavoce della polizia di Stato di Katsina Gambo Isah. Nelle mani dei rapitori ne resterebbero 333 e le trattative per il loro rilascio sono complesse.

Il gruppo islamista in questi anni ha allargato il suo raggio d’azione, espandendo la sua influenza e i suoi attacchi anche oltre confine. Le autorità nigeriane hanno promesso di eliminare l’organizzazione terrorista, senza riuscire però ad andare al di là di vittorie temporanee. I maxi-sequestri come quello di venerdì consentono tra l’altro al gruppo di tornare ad avere risonanza internazionale e di continuare ad accreditarsi davanti alla galassia islamista che ha sempre più piede anche in Africa.

Per i ragazzi sequestrai si sono mobilitati anche i leader religiosi nigeriani. «Il National Interfaith and Religious – afferma una dichiarazione dell’organo interconfessionale della Nigeria, che invita ad un giorno di preghiera nazionale – condanna nella sua totalità gli atti di sabotaggio volti a interrompere la pace e la tranquillità nel Paese da parte di alcuni individui e organizzazioni che non hanno buone intenzioni per la crescita e lo sviluppo della Nigeria».

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