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Federico Peirone

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21 Maggio 2013

NIGERIA – ( 21 Maggio )

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NIGERIA

“Meglio i militari che i terroristi”

È il giudizio lapidario di John Niyiring, vescovo di Kano, dinanzi alla decisione del governo di dichiarare lo stato di emergenza in tre Stati nei quali la setta islamista Boko Haram semina morte e violenza anche contro i cristiani


 

Lo stato di emergenza dichiarato dal governo nigeriano in tre Stati del nord-est della Nigeria (Borno, Yobe and Adamawa), dove la setta islamista Boko Haram è più attiva, “è una notizia positiva perché può aiutare a trovare una soluzione” alle violenze che colpiscono le comunità cristiane. Lo dice oggi a Patrizia Caiffa, del Sir, monsignor John Niyiring, vescovo di Kano, in Nigeria. Nei giorni scorsi il presidente della Nigeria Goodluck Jonathan ha dichiarato lo stato di emergenza e lanciato un’offensiva militare, con l’invio di aerei, elicotteri e truppe militari, per colpire il gruppo armato Boko Haram, che dal 2009 ad oggi ha ucciso almeno 2.000 persone, tra cui molti cristiani. Secondo le ultime notizie diffuse ieri dal ministero della difesa nigeriano l’esercito avrebbe ucciso 14 insorti e arrestato altri 20 terroristi. Il giorno precedente ne erano stati uccisi 10 e arrestati 65. Con l’offensiva militare molte scuole e esercizi commerciali sono rimasti chiusi. Nei giorni scorsi alcuni membri della Boko Haram avevano ucciso il reverendo pentecostale Faye Pama Musa, segretario della Christian association of Nigeria (associazione che riunisce le principali confessioni cristiane nigeriane, tra cui la Chiesa cattolica) nello Stato di Borno. Intanto ferve il dibattito, a livello nazionale, sull’eventualità di concedere o meno l’amnistia ai membri di Boko Haram per porre fine all’insicurezza nella zona, come accadde quattro anni fa per smorzare le tensioni nella zona del Delta del Niger. I vescovi nigeriani, parlando alla stampa la scorsa settimana, non sono totalmente favorevoli all’amnistia, a meno che noi ci sia un vero pentimento. Patrizia Caiffa per il Sir ne ha parlato con mons. Niyiring.

Cosa pensano i vescovi nigeriani della proposta di dare l’amnistia ai membri del gruppo Boko Haram per favorire la fine delle violenze?
“Secondo noi l’amnistia proposta dal governo può essere garantita se i membri del gruppo terrorista dimostrano di essersi veramente pentiti. Se non si pentono l’amnistia non serve. Solo se cambiano il cuore e la mente e rifiutano la violenza può essere utile”.

Invece lo stato di emergenza negli Stati Borno, Yobe and Adamawa può servire?
“Lo stato di emergenza dichiarato dal presidente Goodluck Jonathan è una notizia positiva e può aiutare a trovare una soluzione ai problemi del terrorismo nel Paese”.

Quindi l’intervento militare è una buona risposta?
“Sì è una buona risposta, a patto che i militari operino entro i confini a loro permessi, evitando abusi”.

Quali sono i sentimenti delle comunità cristiane in questi giorni di offensiva militare?
“Le comunità cristiane a Borno, Yobe e Adamawa hanno salutato con favore l’intervento militare. Per loro è un segno di speranza per la sicurezza nella regione”.

Non hanno paura di rappresaglie da parte dei Boko Haram e di ulteriore distruzione nella zona?
“Per loro è importante la sicurezza della vita e delle proprietà. È meglio l’intervento militare piuttosto che i Boko Haram. I militari non uccidono i cristiani come i Boko Haram”.

Qual è, a questo punto, l’auspicio dei vescovi nigeriani?
“Ci auguriamo che l’intervento militare non porti troppa distruzione di vite umane e proprietà nella regione. Speriamo ci siano presto pace e sicurezza”.

 

Il testo completo si trova su:

http://www.agensir.it/sir/documenti/2013/05/00262431_meglio_i_militari_che_i_terroristi.html