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Federico Peirone

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3 Ottobre 2012

NIGERIA – ( 3 Ottobre )

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Nigeria: l’ombra di Boko Haram dietro il massacro del campus costato la vita a 40 studenti


La Nigeria è sotto choc dopo la barbara uccisione di 40 studenti avvenuta ieri nel campus del Politecnico federale a Mubi, nello stato di Adamawa. I ragazzi sono stati uccisi anche a colpi di machete dopo essere stati chiamati per nome. Molti analisti ritengono che dietro l’attacco ci sia il gruppo fondamentalista islamico Boko Haram, da tempo attivo nel Paese africano. Benedetta Capelli ne ha parlato con Anna Maria Gentili, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Bologna:RealAudioMP3

R. – È evidente che Boko Haram c’entra qualcosa perché, ad esempio, come hanno fatto a entrare in città e in questi studentati dal momento che, dal gennaio di quest’anno, nella regione c’è un coprifuoco molto rigoroso? Secondo aspetto che fa pensare che vi sia la mano di Boko Haram è che proprio lì, in quella regione, le forze militari speciali avevano qualche tempo fa arrestato più di 150 presunti terroristi con un’azione di forza rivendicata dal governo nigeriano. Quest’ultimo, sostiene di essere ormai sulla strada della vittoria contro il terrorismo e dice che in pochissimo tempo sono stati fatti molti passi in avanti. C’è poi il problema che questi giovani siano stati chiamati per nome. Questo può essere anche collegato al fatto che circa una decina di giorni fa, c’è stata un’elezione di rappresentanti studenteschi molto contestata, molto divisiva, in cui si sono confrontati soprattutto studenti del Nord e studenti del Sud, non solo studenti cristiani e studenti islamici. Infatti, tra i morti, ci sono sia cristiani che islamici. Un’altra cosa che fa pensare che sia stato Boko Haram è che il nome di Boko Haram significa “Libro empio”: è un movimento che iniziò le sue azioni soprattutto contro l’istruzione occidentale.

D. – Abbiamo detto degli arresti e dell’uccisione di un capo del gruppo fondamentalista islamico di Boko Haram nei giorni scorsi. Che momento sta passando questo movimento e quali possibili alleanze si possono profilare con altri gruppi?

R. – Evidentemente, questo movimento è sotto assedio. Nello stesso tempo, però, almeno dal 2009 si è più regionalizzato nella misura in cui era evidente l’alleanza con una galassia di movimenti fondamentalisti islamici, soprattutto con quelli che oggi stanno agendo in Mali. La questione del Mali preoccupa molto il governo nigeriano, in particolare per l’ipotesi di un possibile intervento militare dell’Ecowas, l’organizzazione regionale di cui la Nigeria è la principale potenza. Non dimentichiamo che un africano su cinque è un nigeriano. La Nigeria è il “gigante dell’Africa”, è il Paese che ha sempre fornito le forze militari per le operazioni di peacekeeping nella regione. Evidentemente, questo significa che Boko Haram è sul piede di guerra per ragioni interne, cioè la repressione più decisa del governo nigeriano, e per ragioni regionali, in quanto la Nigeria potrebbe essere un elemento importante del tentativo di condurre il Mali alla sua unità statuale.

 
Il testo completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2012/10/03/nigeria:_l%27ombra_di_boko_haram_dietro_il_massacro_del_campus_costato_l/it1-626606