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Federico Peirone

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23 Gennaio 2014

ONU/MEDIO ORIENTE – ( 23 Gennaio )

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Mons. Chullikatt all’Onu: processo di pace in Medio Oriente sia “ringiovanito”



“Ginevra 2”, la “speranza” per la Siria. Il negoziato israelo-palestinese, la “necessità” per arrivare a una pace attesa da troppo tempo. Davanti alla sessione del Consiglio di sicurezza Onu, riunito per discutere della situazione generale del Medio Oriente, e di quella palestinese in particolare, Mons. Chullikatt – osservatore vaticano presso le Nazioni Unite di New York – ha ribadito lunedì scorso la posizione della Santa Sede sui entrambi i fronti. La sintesi del suo intervento nel servizio di Alessandro De Carolis:RealAudioMP3

“Le decisioni coraggiose sono raramente facili” e, anzi, possono essere politicamente “impopolari”. E tuttavia, di fronte alla realtà del conflitto in Medio Oriente, tutti coloro che vi guardano con speranza “vedono la necessità di un cambiamento”. Mons. Chulikatt non si nasconde dietro un linguaggio di opportunità. Soprattutto perché la pace tra israeliani e palestinesi non è questione che ancora possa essere dibattuta procedendo per sofismi diplomatici:

“Peace is not simply the absence of war but…
La pace non è semplicemente l’assenza di guerra, ma richiede che le esigenze della giustizia siano soddisfatte per tutti i popoli e le comunità. La mia delegazione, di conseguenza, unisce la sua voce ancora una volta a quella di tutti gli uomini di buona volontà che accolgono, con grande speranza, la ripresa di trattative dirette, serie e concrete, in modo che un ringiovanito processo di pace possa portare a migliori prospettive per il futuro”.

Lo sguardo dell’osservatore vaticano si sposta poi inevitabilmente sulla Siria e sui negoziati in corso in Svizzera. Nelle sue parole riecheggiano quelle, tante, di Papa Francesco sulla vanità di uno scontro basato sulle armi e quelle, ribadite dalla Santa Sede, per un immediato cessate-il-fuoco, per un altrettanto rapido sostegno alle vittime del conflitto, dentro e fuori la Siria, per un sostegno internazionale realmente interessato a ricostruire un futuro per questo Paese:

“May the Geneva II talks (…) be an occasion…
Possano i colloqui di Ginevra II (…) essere l’occasione per una rinnovata riflessione sui criteri necessari per offrire un nuovo inizio a questa bella nazione, lasciata in preda a un’indescrivibile distruzione e alla perdita di vite umane! (…) L’urgenza di ricostruire la pace trionfi sulla soluzione di altre questioni politiche e sociali, anche se tale ricostruzione certamente dovrà comprendere nuove forme di partecipazione politica e di rappresentanza che garantiscano la voce e la sicurezza di tutti i gruppi che chiamano la Siria loro casa”.

Non c’è tempo per tentativi appena abbozzati o soluzioni di corto respiro, insiste mons. Chullikatt. Che riconferma l’apprezzamento vaticano per i negoziati del Consiglio di sicurezza e della Germania con l’Iran, per l’annosa questione nucleare, ma soprattutto conclude con uno sguardo alla precarietà dei cristiani che progettano o hanno già messo in pratica una fuga dal Medio Oriente, a causa della guerra in Siria ma anche per i fondamentalismi che li minacciano:

“Interreligious dialogue and reconciliation…
Saranno necessari dialogo interreligioso e riconciliazione per ristabilire l’equilibrio nel ricco e complesso pluralismo della società siriana. La Santa Sede è pronta a sostenere tutte le comunità religiose nei loro sforzi per giungere a nuove comprensioni e al ripristino della fiducia, dopo questi anni di violenza, di vendetta e recriminazioni”.

 

Testo proveniente dalla pagina

 
http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/23/mons._chullikatt_allonu:_processo_di_pace_in_medio_oriente_sia/it1-766629

del sito Radio Vaticana