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Federico Peirone

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12 Marzo 2013

PAKISTAN – ( 12 Marzo )

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CRISTIANI IN PAKISTAN: S.EGIDIO, ALLA JOSEPH COLONY SOLO “FUMO E CENERE”

“Ovunque fumo e cenere. Non si può immaginare quanto SIA pietosa sia la loro situazione. Hanno bisogno di tutto”. Questo è il racconto di Sadia Iqbal, responsabile della Comunità di Sant’Egidio a Lahore, che insieme ad altri volontari è andata a incontrare le vittime dell’assalto al villaggio cristiano di Joseph Colony, in Pakistan. Nei giorni scorsi, infatti, circa duecento case cristiane sono state date alle fiamme da una folla numerosa e violenta alla periferia di Lahore, con il pretesto di una falsa accusa di blasfemia. Non è la prima volta, purtroppo, che in Pakistan si verificano episodi simili: in un‘aggressione analoga contro un quartiere cristiano a Gojra nell‘agosto 2009, otto persone furono uccise durante l‘attacco incendiario. “Spesso si fa leva sull‘accusa di blasfemia – precisa la Comunità di S.Egidio, che subito dopo gli incendi ha portato cibo e acqua potabile ai cristiani del quartiere -, che in realtà viene utilizzata per celare risentimenti personali o interessi economici su terre, case e attività della minoranza cristiana, particolarmente povera, indifesa ed esposta”. (segue)

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Gli abitanti della zona assalita, ora terrorizzati dall’accaduto, lavorano come domestici o come braccianti agricoli. Sono stati avvisati di quanto stava per accadere appena in tempo per fuggire. “Siamo usciti senza scarpe, non abbiamo preso nulla di quello che avevamo in casa”, ha detto piangendo una donna. In molti sono scappati in preda al terrore, “portando in salvo i bambini – raccontano i volontari di S.Egidio -. Tra le case distrutte, una era stata completata il giorno prima per una giovane sposa che, in vista del matrimonio, l‘aveva sistemata con pazienza, mettendo da parte i risparmi di due intere famiglie: tutto ridotto in cenere, anche il frigorifero nuovo, comprato con tanti sforzi e sacrifici, essenziale nel caldo torrido di Lahore”.