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15 Marzo 2012

PAKISTAN – ( 15 Marzo )

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PAKISTAN
Lahore, paura e angoscia fra i familiari della giovane arrestata per blasfemia
di Jibran Khan

Shamim Masih è da giorni in stato di fermo con l’accusa di aver insultato Maometto. Fonti locali raccontano è stata punita per essersi rifiutata di convertirsi all’islam. La famiglia in silenzio nel timore di rappresaglie. Vescovo di Islamabad: un “nuovo abuso” contro i cristiani in nome della “legge nera”.

Lahore (AsiaNews) – Sono in preda al terrore e alla paura i familiari di Shamim Masih, 26enne cristiana pakistana, originaria del Punjab, agli arresti con l’accusa di blasfemia. La giovane, madre di una bambina di cinque mesi, è in stato di fermo dal 28 febbraio scorso presso la caserma del distretto di Bahawalnagar, a Lahore, perché avrebbe pronunciato “insulti al profeta Maometto”. In realtà, raccontano fonti in condizioni di anonimato, l’hanno incriminata alcuni parenti – convertiti di recente all’islam – perché si è rifiutata di compiere la medesima scelta. “Sono felice della mia fede cristiana” avrebbe detto loro in risposta alle lusinghe, scatenando una violenta reazione sfociata prima in minacce e poi nell’infamante capo di imputazione.  

La famiglia di Masih vive giornate di angoscia e preferisce non rilasciare dichiarazioni alla stampa, nel timore di esacerbare gli animi e scatenare rappresaglie di gruppi estremisti. Intanto leader della Chiesa cattolica condannano l’ennesimo caso di abuso della “legge nera”, emerso in concomitanza con l’appello lanciato da 50 attivisti per i diritti umani e personalità politiche di primo piano all’Onu per la liberazione di Asia Bibi (cfr. AsiaNews 14/03/2012 Petizione all’Onu per Asia Bibi. In Pakistan, un’altra cristiana accusata di blasfemia).

Il vescovo di Islamabad/Rawalpindi mons. Rufin Anthony afferma ad AsiaNews che “si tratta di un fatto scioccante” perché ancora una volta “vi è un abuso della legge sulla blasfemia nel Punjab”. Il prelato ricorda la demolizione dell’istituto cattolico a Lahore, in cui sono andati distrutti “una chiesa, bibbie, una statua della Vergine Maria” e “non è stato aperto un fascicolo di inchiesta” in base alla “legge nera” pur davanti a prove evidenti. In questo caso, al cospetto di prove inconsistenti e per un fatto minore, i solerti poliziotti “hanno aperto immediatamente un caso in base alla norma 295-C del Codice penale” contro una cristiana. Egli auspica l’intervento delle autorità competenti perché “siano assicurati ordine e giustizia” per la donna.

Parole dure vengono espresse anche da p. John Mall, sacerdote e attivista di Multan, secondo cui vi è “un abuso enorme” della legge sulla blasfemia che viene sfruttata per colpire le minoranze senza che vi sia un monitoraggio attento e puntuale del fenomeno. “Il governo del Punjab – aggiunge – è un osservatore silenzioso e consente che vi siano questo tipo di abusi della legge”. Egli sottolinea che “è giunto il tempo di farsi sentire”, altrimenti la comunità cristiana “sarà zittita per sempre”.

Il testo completo si trova su:

http://www.asianews.it/notizie-it/Lahore,-paura-e-angoscia-fra-i-familiari-della-giovane-arrestata-per-blasfemia-24242.html