Stefano Vecchia giovedì 26 luglio 2018
Oltre cento i seggi per gli islamisti dell’ex campione di cricket Imran Khan. Più indietro la Pakistan Muslim League, la formazione dell’ex premier Nawaz Sharif. Servirà una coalizione
Il vincitore: la foto dell'ex campione di cricket Imran Khan, leader degli islamisti di Tehreek-e-Insaf, campeggia sui quotidiani (Ansa)

Il vincitore: la foto dell’ex campione di cricket Imran Khan, leader degli islamisti di Tehreek-e-Insaf, campeggia sui quotidiani (Ansa)

Va consolidandosi in Pakistan, con oltre cento seggi assegnati, la vittoria del partito islamista Pakistan Tehreek-e-Insaf (Pti) dell’ex campione di cricket Imran Khan e si aggrava la disfatta della Pakistan Muslim League, per la fazione N che fa riferimento all’ex governatore della popolosa provincia del Punjab, Nawaz Sharif, ora in detenzione per una condanna a 10 anni di carcere. Nonostante abbia presentato come candidato di punta il suo nuovo presidente Shehbaz Sharif, fratello di Nawaz, il partito maggioritario nell’ultimo quinquennio non ha saputo cancellare la fama di corruzione e malgoverno. La sconfitta appare superiore alle aspettative.

La gioia in piazza aLahore dei sostenitori di Tehreek-e-Insaf (Ansa)

La gioia in piazza aLahore dei sostenitori di Tehreek-e-Insaf (Ansa)

Con soli 64 seggi ufficiosamente assegnati contro i 178 detenuti finora nell’Assemblea nazionale, il Pml-N si trova scavalcato da un Pti che avrebbe raggiunto 114 seggi contro i 34 precedenti. Distanziato, anche se in leggera crescita con 43 seggi sarebbe il terzo partito di massa, il Pakistan People Party (Ppp), feudo della dinastia Bhutto che può godere delle preferenze dei pachistani che non si ritrovano in una identità religiosa ma invece più nazionale e liberale.

Irregolarità a favore degli islamisti

La lotta per l’assemblea nazionale si ritrova con risultati alterni ma non molto dissimile nel contemporaneo voto per le assemblee provinciali. Una consultazione, quella di ieri, che ha coinvolto 106 milioni di elettori e oltre 3.700 candidati, segnata dall’attentato suicida rivendicato dal Daesh contro automezzi della polizia nella città di Quetta che ha provocato 31 morti e decine di feriti. Attentati ma anche scontri tra sostenitori di diversi partiti, si sono registrati in altre località con alcune vittime.
Numerose le denunce di irregolarità e proprio su brogli che avrebbero favorito il Pti che gode dell’appoggio delle forze armate, puntano gli sconfitti per chiedere una revisione dei risultati e persino l’annullamento del voto. Una conferma della delicatezza di questa tornata elettorale per un Paese piegato da terrorismo, estremismo religioso, corruzione e povertà diffusa che cerca di uscire dallo stallo.

© Riproduzione riservata