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Federico Peirone

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29 Marzo 2016

PAKISTAN – ( 29 Marzo 2016 )

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Intervista a Paul Bhatti

«I terroristi vogliono fermare il Pakistan»
 
 
​Il dolore di un familiare delle vittime di Lahore (Lapresse)

«Siamo increduli e addolorati. Non permetteremo, però, che i terroristi raggiungano il loro obiettivo». Nelle pieghe della violenza omicida del gruppo che, il giorno di Pasqua, ha fatto strage di bimbi a Lahore, si nasconde un messaggio. O, meglio, un fine: «Fermare il processo in atto in Pakistan», afferma Paul Bhatti, presidente dell’All Pakistan Minorities Alliance (Apma), ex ministro per l’Armonia nazionale e fratello di Shahbaz, storico difensore delle minoranze, massacrato dai fondamentalisti il 2 marzo 2011.

Negli ultimi anni, il governo pachistano ha avviato una serie di politiche volte ad isolare le componenti estremiste e i partiti politici storicamente vicini a queste ultime.

Il punto di svolta – afferma Bhatti – è stato l’ attentato alla scuola militare di Peshawar, il 16 dicembre 2014. Nell’attacco, morirono 132 ragazzini, tra i 7 e i 18 anni, tutti figli di esponenti delle Forze armate. Una simile brutalità ha spazzato via qualunque forma di connivenza tra esercito ed estremisti. E ha favorito un’alleanza politico-militare anti-fondamentalisti, provocando una serie di contromisure “forti”.

Paul Bhatti analizza la situazione in Pakistan, dalla persecuzione dei cristiani alla violenza terroristica islamista che impediscono al Paese di decollare e di offrire migliori possibilità di vita a tutti i suoi cittadini. E spiega gli obiettivi dei violenti che si nascondono dietro alla religione.

L’ intervista integrale sul quotidiano Avvenire in edicola martedì 29 marzo. Puoi acquistare la tua copia digitale a partire dalle ore 8 di martedì mattina CLICCANDO QUI

© riproduzione riservata

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/intervista-paul-bhatti-pakistan-talebani-violenza-lahore.aspx