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Federico Peirone

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30 Settembre 2014

PAKISTAN – ( 30 Settembre )

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Persecuzioni

Pakistan, l’«ucciso in carcere» non era cristiano
 
 

 

 
 
 

Il pastore protestante Zafar Bhatti, in carcere a Rawalpindi dal 2012 per presunta blasfemia, non è stato ucciso e non è nemmeno ferito, come erroneamente riportato in Pakistan nei giorni scorsi e rilanciato dai media internazionali. Nell’attentato perpetrato da una guardia carceraria – che ha detto di aver agito per “ispirazione divina” – è stato invece gravemente ferito Muhammad Asghar, cittadino scozzese, affetto da malattia mentale e condannato a morte per blasfemia. Lo conferma all’Agenzia Fides la Commissione “Giustizia e Pace” dei vescovi pachistani.

Cecil Shane Chaudhry, direttore esecutivo della Commissione, dichiara: “Posso confermare che alcuni membri del mio ufficio, recatisi nel carcere di Adiala, a Rawalpindi, hanno parlato con i membri della famiglia del pastore e poi con Zafar stesso”. I familiari sono indignati per come sia circolata la falsa notizia della morte. La notizia dell’omicidio di Bhatti era stata diffusa dall’Ong pakistana “Life for All” e poi ripresa da numerosi mass media-pachistani e da agenzie internazionali.

© riproduzione riservata

 

Il testo completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/pakistan-vivo-il-pastore-perseguitato.aspx