Redazione Esteri mercoledì 3 giugno 2020
A infliggere la folle punizione, la coppia benestante di Rawalpindi che l’aveva reclutata quattro mesi fa in un villaggio poverissimo del Punjab promettendo di farla studiare
Uno dei due carnefici, dopo l'arresto

Uno dei due carnefici, dopo l’arresto – Foto presa da Twitter

L’hanno pestata fino a quando non ha perso conoscenza. Quando l’hanno portata all’ospedale di Rawalpindi, in Pakistan, ormai non c’era più niente da fare. Poche ore dopo, Zohra Shah è morta: aveva otto anni. A ucciderla sono stati i suoi “datori di lavoro”: una coppia benestante che, quattro mesi fa, aveva reclutato la piccola nel villaggio di Kot Addu, el Punjab, per badare alla loro figlia di un anno. In cambio dell’aiuto domestico, i due si erano offerti di offrire a Zohra un’istruzione. La famiglia, poverissima, ci aveva creduto. In realtà, la bambina non è mai andata a scuola. Al contrario, fin da subito, è stata esposta a continue violenze, anche sessuali secondo le prime indiscrezioni. Poi, domenica, la tragedia. A scatenare la furia della coppia un incidente banale. Zohra aveva fatto scappare i loro due pappagallini dalla gabbia. Invano ha implorato perdono. A raccontare i crudeli dettagli sono stati gli stessi carnefici che sono stati arrestati. Il crimine brutale ha sconvolto il Pakistan. Su Twitter si è diffuso l’hashtag #JusticeForZohraShah. Da tempo, gli attivisti per i diritti umani chiedono al governo leggi più severe contro la schiavitù minorile.

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