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Federico Peirone

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10 Febbraio 2016

SIRIA – ( 10 Febbraio 2016 )

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L’interminabile esodo dei profughi siriani verso la Turchia

Siriani verso il confine turco, in fuga da Aleppo - AP

Siriani verso il confine turco, in fuga da Aleppo – AP

Sono sempre più impressionanti gli allarmi sulla situazione umanitaria nel nord della Siria, al confine con la Turchia. Se i raid russi e siriani continueranno su Aleppo, denuncia Ankara, l’afflusso di rifugiati potrebbe raggiungere un milione di persone. Intanto però l’Onu lancia un appello. Francesca Sabatinelli:

La Turchia apra le sue frontiere. E’ la drammatica richiesta rivolta ad Ankara dalle Nazioni Unite, preoccupate per l’impressionante numero di persone, almeno 30mila, ammassate al confine con la Siria, in fuga dai raid russi e siriani su Aleppo. Se i bombardamenti non cesseranno i rifugiati potrebbero diventare un milione, è l’allarme dei turchi che, assieme anche al Consiglio d’Europa, accusano Mosca di “bombardare i civili senza pietà”. Non chiuderemo le porte ai rifugiati, sono state ieri le parole del premier turco Davutoglu, secondo il quale sarebbero in cammino almeno altre 70 mila persone, mentre in 300mila, secondo l’Onu sarebbero coloro che rischiano di rimanere intrappolati ad Aleppo. Ma i russi respingono qualsiasi accusa al mittente, annunciano di aspettare una risposta degli Stati Uniti ad un possibile schema di soluzione. Nel frattempo i bombardamenti, da aerei non ancora identificati, hanno centrato un ospedale di medici senza frontiere, nel sud della Siria, causando almeno tre morti. A Damasco invece a colpire è stato l’Is che con un’autobomba ha ucciso almeno dieci persone.

Sulla situazione nel Paese Roberta Barbi ha raccolto la testimonianza del nunzio apostolico in Siria, mons. Mario Zenari:

R. – Siamo tutti con il cuore e il fiato sospeso. In questa situazione così drammatica, toccata in modo molto opportuno dal Santo Padre con l’appello che ha rivolto all’Angelus domenica scorsa, centrato sul dramma dei siriani, della popolazione civile che è quella che soffre di più le conseguenze maggiori di questo terribile conflitto che ormai volge al termine del quinto anno. Questa situazione è drammatica e continuamente richiamata: basta leggere il rapporto molto, molto preoccupante presentato al Consiglio di sicurezza dal sottosegretario per le questioni umanitarie, O’Brien, che parla di situazioni umanitarie. Basta leggere ancora l’ultimo rapporto pubblicato ieri dalla Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulle violazioni dei diritti umani.

D. – Si parla di armi non convenzionali, di detenuti in condizioni disumane, di esecuzioni di massa…

R. – Questo rapporto sarà esaminato. Naturalmente, tutti questi rapporti sono preoccupanti circa la situazione dei diritti umani e  la questione umanitaria, per non parlare della sospensione della Conferenza di Ginevra: anche  questo è un fatto preoccupante. Giustamente, l’inviato speciale puntava non solo a portare al tavolo delle trattative le varie parti in conflitto, ma diceva: “C’è bisogno non solo di parole, ma anche di fatti”.

D. – Anche Stati Uniti e Arabia Saudita hanno chiesto il cessate-il-fuoco e l’accesso degli aiuti umanitari. Qual è la situazione della popolazione? Può raccontarci qualcosa che ha vissuto anche in prima persona?

R. – Noi non possiamo sapere in modo diretto. Abbiamo accesso a queste situazioni drammatiche, però quello che sentiamo e vediamo è la preoccupante colonna interminabile di profughi in oppressione che ferisce veramente il cuore. Come fare in modo che non si vedano più queste interminabili colonne di profughi o questi battelli che attraversano il mare causando vittime? Vorrei richiamare anche l’appello del Santo Padre alla solidarietà, all’appello alla comunità internazionale perché rafforzi l’impegno per portare una soluzione negoziata a questa crisi. Non da ultimo il Papa dice: “Occorre pregare, pregare molto”. Vorrei fare un appello soprattutto a tutti i cristiani del mondo perché c’è bisogno di preghiera, dell’aiuto di Dio.

D. – Sulla questione umanitaria, sulla questione dei migranti, è spuntata anche l’ipotesi di un coinvolgimento della Nato in appoggio all’Europa. Potrebbe essere la svolta?

R. – Non sono un esperto in questa materia, in queste cose tecniche, ma credo che si debba tentare di fare tutto il possibile.

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2016/02/10/linterminabile_esodo_dei_profughi_siriani_verso_la_turchia/1207216