Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
11 Aprile 2013

SIRIA – ( 11 Aprile )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Al Qaeda: «Nostri uomini in Siria»

Terrasanta.net | 11 aprile 2013

(Milano/c.g.) – Al Qaeda, il noto movimento terroristico islamista, è uscito allo scoperto dichiarando di avere legami precisi con Al Nusra, uno dei gruppi militari che stanno combattendo oggi in Siria contro il regime del presidente Bashar al-Assad.

Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico dell’Iraq (espressione di Al Qaeda in Iraq), ha dichiarato infatti lunedì in una registrazione diffusa in rete, che la sua organizzazione e il gruppo chiamato Al Nusra (schedato come gruppo terroristico dagli Stati Uniti fin dallo scorso dicembre), d’ora innanzi si muoveranno sotto il comune nome di Stato islamico dell’Iraq e del Levante.

Al-Baghdadi ha definito il leader di Al Nusra, Abu Mohammed al-Jawlani, «uno dei nostri soldati».«Abbiamo scelto al-Jawlani, come altri combattenti, per allargarci dall’Iraq alla Siria… – ha dichiarato al-Baghdadi –. Abbiamo elaborato piani e strategie. Abbiamo dato loro denaro e supporto di uomini».

D’altra parte al-Jawlani ha risposto che «i figli di Al Nusra rinnovano il loro impegno di alleanza e la loro obbedienza allo sceicco Jihad Ayman al-Zawahri (storica guida di al-Qaeda – ndr)». La notizia è stata data dal SITE Intelligence Group, un’organizzazione americana che monitora i gruppi terroristici, in particolare islamici; ma già da tempo gli esperti segnalavano che Al Nusra era appoggiato da gruppi legati ad Al Qaeda, provenienti dal vicino Iraq.

Al Nusra, fondato all’inizio del 2012 e costituito da una schiera di combattenti in gran parte non siriani, ha rivendicato in questi mesi la responsabilità di attacchi terroristici mortali a Damasco e ad Aleppo. La notizia dell’appartenenza ad Al Qaeda di una parte dell’opposizione ad Assad, potrebbe far precipitare i piani di transizione della Siria nel caos.

Secondo il quotidiano libanese The Daily Star, infatti, alcuni esponenti dell’opposizione hanno dichiarato che in questo modo si andrebbe affermando uno schieramento di «oppositori islamisti», appoggiati da Al Qaeda, nella parte settentrionale della Siria; e di «oppositori laici», finanziati e formati dagli Stati Uniti, nella parte meridionale. Un Paese pericolosamente «spaccato in due», quindi: a Nord una Siria sunnita fondamentalista, a Sud invece una Siria filo-occidentale.

Questo problematico sviluppo della situazione coincide, tra l’altro, con l’odierno incontro, a Londra, dei ministri degli Esteri del G8, appuntamento che ha tra i temi da trattare la crisi siriana e la richiesta dei ribelli di maggiori aiuti e di armi da impiegare contro il regime.

Ad aumentare la tensione, infine, è stata la notizia divulgata dal quotidiano online Ya Libnan, di una bomba rinvenuta dagli artificieri di Hezbollah, il movimento sciita libanese ad Hay al-Sellom, periferia a maggioranza sciita di Beirut, in Libano, con un messaggio inequivocabile: «Possa cadere Bashar. Morte a Hezbollah», firmato Al Nusra. Radio Voce del Libano ha dichiarato che gli artificieri di Hezbollah hanno messo in sicurezza il quartiere. Al Nusra aveva già minacciato Hezbollah in passato di colpirlo in Libano, se avesse continuato a sostenere Assad in Siria.

 

Il testo completo si trova su:

http://www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=5056&wi_codseq=SI001 &language=it